"Vagrant Europe Tour 2004"
From Autumn To Ashes, Senses Fail, Moneen, Emanuel.

25/11/2004 - "Estragon", Bologna

A soli sei giorni di distanza dai Dillinger Escape Plan e dai Poison The Well, ancora Bologna, ancora "Estragon", ancora un bel concerto, anche se stavolta di stampo più "soft" (ma neanche troppo), in quanto si tratta del tour della Vagrant, una delle etichette di spicco della scena emo/punk/core.

Ad aprire il concerto. davanti ancora a poche persone, ci pensano gli Emanuel, che purtroppo si dimostrano un po' come la serata, freddini, anche se è davvero difficile suonare davanti a gente che non ha mai sentito dei tuoi pezzi (il loro primo album uscirà solo quest'inverno). Comunque, i ragazzi hanno classe, sono molto giovani e le loro canzoni con quell'emo misto a rock'n'roll mi piacciono tantissimo, quindi prevedo un futuro pieno di successo per questo quartetto; nel frattempo, il loro "Soundtrack To A Headrush" si accontenta di girare ininterrottamente nel mio stereo.

Emanuel
Moneen

Dopo pochi minuti ecco già on stage i Moneen, gruppo talentuoso quanto fantasioso, che però ascoltati su disco nella quiete casalinga della mia abitazione non m'avevano convinto particolarmente.
Dal vivo, invece, tutt'altro: presenza scenica migliore della serata (e non è poco), simpatia a go-go ed un cantante completamente matto che spesso lascia il microfono agli altri due compagni di palco, dando luogo a piacevoli intrecci vocali.

A seguire, giunge il momento dei Senses Fail (recensione), di sicuro una delle bands più attese della serata, almeno a giudicare dalla quantità di persone che cominciano ad ammassarsi sotto il palco nel tentativo di accaparrarsi un posto da vero abbonato RAI (in prima fila). Peccato che, benché la loro scaletta sia ottima e pezzi come "Bloody Romance", "Steven" e "Buried A Lie" provochino i primi (comunque tiepidi) movimenti tra i kids, il quintetto del New Jersey non riesca a ripagare appieno le aspettative del pubblico. Il cantante Buddy, infatti, non ha certo una voce in perfetta forma e il resto della band pare un po' troppo statica, anche se tecnicamente ci sanno fare e dal vivo risultano molto più potenti che su cd, accennando spesso qualche breakdown che, si sa, fa molto "core". Discreti, ma si poteva fare sicuramente di meglio.

Senses Fail
From Autumn To Ashes

La conclusione spetta ai From Autumn To Ashes (recensione), gruppo che nel suo genere non è assolutamente tra i miei preferiti, ma non c'è che dire, in versione live mi ha davvero travolto. Infatti, dopo una intro molto dark, i FATA si presentano subito con le mie due canzoni preferite dell'ultimo album, ovvero "Lilacs And Lolitas" e "Milligram Smile". Le prime sensazioni sono di una capacità di coinvolgimento invidiabile e di una tecnica che sfiora la perfezione; tutte cose, poi, confermate anche dai seguenti pezzi principalmente tratti da "Too Bad You're Beautiful", i quali, a colui che assiste, non lasciano alcun dubbio: efficacissimi, i migliori della serata. A sorpresa, per un incredulo sottoscritto; ma a generare ancora più stupore è la prestazione del batterista/melodic singer Francis Mark, che inaspettatamente canta dal vivo in modo addirittura migliore che su disco pur senza risparmiarsi dietro le pelli.

A degna conclusione di un ottimo festival, i FATA si esibiscono in una "The Dinner After Playback" che tocca il punto più alto della partecipazione dei kids, per poi fingere di andarsene e ritornare con altre due canzoni. Davvero grandi!
Infine, qualche fredda segnalazione finale, in stile "note di cronaca": affluenza discreta ed in media molto giovane, acustica buona solo se ci si trovava ad almeno quattro/cinque metri del palco e locale in perfette condizioni grazie specialmente alla (giustissima, ma inattesa) mancanza di transenne.

 
(a cura di Kodiak)