The Valentines - "Hot Numbers" (Tre Accordi Records)

Track List
1.
Do you really wanna die for me? 2. The paradox 3. Main deadhead 4. Queer tricks 5. Kill this modern style 6. Any given day 7. City hive 8. At the end of the world 9. Silicone smiles 10. The night will be my stage 11. I was a ghost

file under:
punk rock/rock'n'roll


rsvp:

Blondie, The Runaways, The Avengers.

contatti: The Valentines official website

 

Qualcosa è cambiato in casa Valentines. Una sensazione che si palesa subito con l'incipit Do you really wanna die for me?: un pezzo sì molto Valentines, ma scolpito in nuove ed emozionanti quadrature, con la voce di Vale a creare un ideale ponte di congiunzione tra passato e presente.
La produzione del chitarrista Mars Valentine questa volta pone l'accento su un suono asciutto e caldo, sicuramente più pulito che in passato, pure incanalando la medesima passione "decadente" di sempre negli accenni al glam e al punk più dark (
At the end of the world). Fa mostra di sé anche un ammiccamento al rock'n'roll di inizio secolo, peraltro riuscitissimo, e ironicamente intitolato Kill this modern style.
Ma è con la doppietta
Main deadhead - Queer tricks che si raggiunge quello che, a mio avviso, è il vertice del disco: Vale paga il suo tributo più esplicito a Debbie Harris e la band sposta il proprio immaginario di riferimento, dandoci la chiave di lettura definitiva per arrivare direttamente al cuore di questo "Hot Numbers". Messa da parte certa "epica" punk, i Valentines si (e ci) proiettano nella New York a cavallo tra i '70 e gli '80, in quell'eccitante momento storico in cui non si sapeva dove finisse il punk e dove iniziasse la new wave. Qualcosa che, credetemi, non suona affatto come un mero esercizio di stile.
Detto poi della presenza di Cristal dei (grandissimi e mai troppo lodati) Forty Winks alla chitarra e alla voce in
Any given day, resta solo per il recensore il dovere morale di ammettere che questo è il disco più vario e, allo stesso tempo, omogeneo che i bolognesi abbiano mai realizzato. Un'omogeneità che, attenzione, qui va tradotta in personalità (piuttosto che in appiattimento causato dalla mancanza di idee). Ed è inutile che vi ricordi: 1) quanto i Valentines siano infinitamente meglio di molte altre band anche più famose di loro e 2) come un disco di questo calibro dia i chilometri a produzioni ben più sponsorizzate e osannate. Già… è inutile. E per stavolta quindi vi risparmierò la predica.
Scommettete sui Valentines. I numeri ce li hanno tutti. E sono bollenti.

(Francesco Larocca - 22/1/07)