Con un ritardo abbastanza
sensibile (direi mostruoso!), mi appresto a recensire tre
delle novità della scena punk mondiale della stagione
corrente.
Cominciamo con gli AFI.
I gran corettoni e i sing-a-long da delirio (che da
qualche tempo sono spudoratamente copiati da miriadi di
gruppi punk più o meno famosi, di tutti gli angoli del
pianeta), le atmosfere "dark" anni '80 (Cure,
Smiths, Bauhaus, Joy Division) sostenute dal SoCal
hardcore di TSOL, Adolescents e dei primi Offspring, e un
innato e ottimo gusto pop, talvolta emo, per le melodie,
sono gli elementi che hanno sempre caratterizzato gli
AFI. In questo disco, che si può considerare "della
maturità", tutti questi singoli fattori sono stati
ridefiniti ed enfatizzati. Ma grandiosi sono anche i
testi, sempre decadenti, romantici, spesso morbosi: delle
piccole poesie gotiche!
Complimenti perciò alla Nitro, che poi sarebbe Dexter
Holland, che ha il gran merito di aver scovato un gruppo
che ora si può considerare, senza esagerare, una band
"di punta" della scena mondiale: è incredibile
la netta separazione che si può agevolmente notare tra
lo schifo che, da qualche anno, Holland sta producendo a
badilate con i suoi Offspring (ormai delle barzellette) e
il buon lavoro che invece sta portando avanti con la sua
label (i Guttermouth fino al penultimo album e i Vandals
ne sono un'altro esempio lampante). Quale sarà la sua
vera "anima"? Mah, nell'attesa di scoprirlo,
c'è questo nuovo album degli AFI che vi attende…
A Fire Inside: la vostra prossima ossessione… |
Delusione. Ma cosa è
successo ai mitici Guttermouth?
Undici nuove (?) tracce che non aggiungono nulla (e tutto
al più tolgono qualcosa) alla discografia di un gruppo
che pure era sulla via della consacrazione
"commerciale", dopo quella più "di
nicchia" già da tempo avvenuta.
Un passo falso per loro e per la Epitaph, che passa, in
breve tempo, dal "colpo" per esserseli
accaparrati alle scuse, più che dovute, da porgere ai
fedelissimi della label per aver fatto uscire un cd
simile…
C'è ben poco da dire per quanto concerne la musica:
Scott e soci, in pessima forma, fanno la brutta copia di
sè stessi: magari un più di rock'n'roll, qualche
rimando all'hc melodico di Bad Religion, NOFX e
Pennywise… la hidden track con pezzi di pianoforte,
alquanto patetici… bah… Compratevi piuttosto "Musical
Monkey", "Friendly
People" e il primo lp, e state
lontani da questa roba… I Guttermouth sono ben altra
cosa: penso (e spero) che siano stati i tanti problemi di
salute che hanno colpito recentemente il vocalist e uno
dei leader Mark Adkins e i mille contrattempi occorsi
alla band ad influenzare così negativamente la scrittura
di questo disco.
Un "mezzo voto" in più sopra lo
"scarso" più che altro d'incoraggiamento, e
per la carriera. Tutto questo mi costa molto: pensate che
erano uno dei miei gruppi preferiti… |
Semplicemente, un disco
che ti riconcilia col punk e con l'hardcore. Devo essere
sincero, era da un po' che non ascoltavo una manciata di
canzoni così fresche, potenti e convincenti.
Eppure i Propagandhi non inventano nulla: all'hardcore
melodico di californiana memoria si limitano ad
aggiungere qualche deciso passaggio old school alla
Gorilla Biscuits e alla Youth Of Today, e addirittura
alcune puntate nell'emocore. I loro proverbiali testi,
impegnati ironici e intelligenti (che si scagliano contro
le istituzioni, l'USA, la politica, il "Nuovo Ordine
Mondiale" dei ricchi e dei potenti… - tutti
argomenti molto attuali -), fanno il resto.
Sembra niente. Eppure vi sfido a trovare in giro,
attualmente, qualcosa di più riuscito e coinvolgente: 14
canzoni suonate "come Dio comanda", che vi
faranno ricordare perchè avete cominciato ad ascoltare
il punk/hc quel lontano (per qualcuno più vicino)
giorno…
Sicuramente uno dei migliori dischi punk dell'anno. |