
Terzo appuntamento con "Diggin' Out" ( 1° - 2°): questa volta andiamo a scoprire novità interessanti da posti lontani (Norvegia, Canada e Giappone) e a registrare un paio di delusioni a stelle e strisce |
![]() recensione |
Beezewax - "Oh Tahoe" (Firefly Recordings) Track List file under contatti: Firefly Recordings website |
![]() recensione |
Charlie Brown Gets A Valentine - "Save It For The Van" (Mutant Pop) Track List file under: contatti: Charlie Brown Gets A Valentine official website |
![]() recensione |
Holland - "Photographs & Tidalwaves" (Tooth and Nail) Track List file under: contatti: Holland official website |
![]() recensione |
Oceanlane - "On My Way Back Home" (Handicraft) Track List file under: contatti: Oceanlane official website |
![]() recensione |
The Sainte Catherines - "The Machine Gets Under Way " (Eyeball Records) Track List file under: contatti: The Sainte Catherines official website |
I norvegesi Beezewax si formano nel 1995 ma esordiscono ufficialmente due anni dopo con "A Dozen Summits"; da allora hanno realizzato una manciata di dischi, dei quali l'ultimo è questo "Oh Tahoe", datato 2002 ma ristampato più volte negli ultimi tempi da diverse etichette.Influenzata da gruppi come Big Star, Ben Folds Five e Sugar, la band di Oslo suona un indie power-pop docile, melodico e discretamente ispirato che fa ricorrente uso di piano e synth, con talora anche interventi di una suggestiva tromba. Prodotto dall'apprezzato Pelle Gunnerfeldt (Refused, Last Days Of April, Starmarket), "Oh Tahoe" è un dischetto che gli amanti del genere - compresi coloro i quali adorano e hanno adorato i vari Weezer, Jets To Brazil, Promise Ring, Last Days Of April, Jimmy Eat World e Get Up Kids - potrebbero trovare molto appetitoso. Conosciuti grazie alla compilation della Asian Man "Underground Screams", i Charlie Brown Gets A Valentine (monicker fantastico) allora mi avevano fatto una buona impressione con un bel pezzo di emo-pop-punk; impressione, purtroppo, non confermata in questo loro (vecchio) mini-cd. Registrato nientemeno che da Brian McTernan, "Save It For The Van" (edito nel 2000) è un dischetto di punk rock diretto, elementare, abrasivo e a suo modo melodico, ma di sonorità pop o tantomeno emo nemmeno l'ombra (o meglio, poche tracce): evidentemente la band ha subìto una forte maturazione del proprio sound in questi ultimi anni. Mi si dice, infatti, che gli ultimi lavori siano molto diversi e meritino l'ascolto: ci aggiorneremo. Per il momento dobbiamo rilevare l'assoluta prescindibilità di questo ep, che delinea un gruppo acerbo e senza peculiarità alcuna. Pubblicato dalla Tooth and Nail la stagione scorsa, "Photographs & Tidalwaves" mostra una band guidata da poco talento e da molto manierismo. Tra sortite di pop mieloso e parentesi di rockettino FM più movimentato, gli Holland danno fondo alla propria riserva d'inconsistenza musicale e di carenza d'idee, dimostrandosi incapaci di tenere alta la soglia dell'attenzione dell'ascoltatore: in nessuna delle due versioni riescono, di fatto, ad affondare il colpo vincente, restando costantemente imbrigliati nello squallido limbo della mediocrità. Noioso, ripetitivo, talvolta irritante e, nei casi migliori, anonimo, il debutto discografico di questi cristianucci di Seattle è un disastro d'imponenti dimensioni. Sinceramente uno dei più brutti cd che abbia ascoltato ultimamente. Avanti il prossimo. "On My Way Back Home" potrebbe essere il solito disco emo-rock di questi tempi - ben prodotto, ben suonato, belle melodie, influenza dei Jimmy Eat World in primo piano, originalità latente - e in effetti, sostanzialmente, lo è. Sennonché questi Oceanlane sono giapponesi. Curioso, no? Quanti gruppi emo-rock nipponici conoscete? E loro, oltretutto, sono anche abbastanza bravi, in quanto, in questo compact recentemente dato alle stampe, fanno ciò che devono fare in maniera formalmente impeccabile. Ma se devo scegliere un gruppo del Sol Levante, punto deciso sugli Envy. Licenziato nell'autunno del 2001, questo è il secondo album dei The Sainte Catherines da Montreal (usciti anche l'anno passato con l'ultimo "The Art Of Arrogance"). Il combo canadese fa del buon emocore come si faceva qualche annetto fa. Semplicemente. Voce ruvida di stampo No Idea Records, cambi di ritmo, melodia penetrante, testi politici, pezzi strumentali e persino qualche spunto personale (vedi i complessi incroci di chitarre nella terza traccia). Insomma, un disco carino che potrà solleticare i palati dei fans dei vari Hot Water Music, Gunmoll, Small Brown Bike ma pure di certi Samiam o degli ultimi Lawrence Arms. (aob - 11/9/04) |