Speciale Demo/Promo/DIY #1

 

Mancano ormai pochi giorni al Natale, personalmente la cosa mi tocca ben poco, ma purtroppo la tradizione di fare qualche regalo ha investito anche me, ed oltre a preoccuparmi su cosa regalare ho visto la mia scrivania riempirsi di demo cd nel giro di una settimana e ascoltare tutto quanto per non creare troppo disordine.
Comunque, bando alle ciance. Inizio con un'opinione personale che potevo mettere alla fine, ma meglio chiarire subito un concetto importante che in fondo al testo potrebbe passare inosservato: molti dei cd che mi sono arrivati sono veramente di un livello mediocre, questo penso sia dovuto a svariati motivi e problemi (soldi, tempo, talento, ecc.) che spesso possono essere irrisolvibili, però secondo me la fretta è cattiva consigliera, e una band non deve registrare un demo così tanto per farlo e per dirlo, in molti casi si dovrebbe lavorare un po' di più in modo da effettuare un lavoro buono. Non prendetemi per un professore cinico e spietato, anzi è il contrario, le critiche possono solo fare bene.

Iniziamo con i gruppi che più mi ha impressionato, i
Riself e i Miles Away. I primi sono quattro ragazzi che hanno dato qualità e originalità a un genere, lo screamo-emocore, che in quest'anno e mezzo ha visto cimentarsi decine di gruppi con risultati ovvi e scontati. "Rest While Storing Up A Grudge" è il titolo del loro demo, sei tracce ben suonate, voce perfetta e testi molto ricercati. Niente da invidiare ai più famosi Gaia Corporation, complimenti.


I
Miles Away con "Nothing Out Of The Window" mi ricordano i Meanwhile, pop-punk dai ritmi veloci e incalzanti, inglese perfetto e quattro canzoni veramente ottime, direi di provare a darci dentro ancora di più per registrare un full length.


Un'altra band interessante è quella dei trevigiani
ShellDivingGrace, che per un'etichetta francese (?!), la Core:Back Records, hanno fatto uscire "Faith… And Devotion EP", metal/hardcore con un sound molto duro, in stile Glassjaw, due voci e molta rabbia.


Un altro progetto interessante si chiama
Nova 76, trio bergamasco che ha subito nel 2006 un evoluzione dal grunge all'indie-rock. E' veramente un lavoro molto personale il loro demo "Diletta Is Creeping On The Floor", ritmi incalzanti e canzoni energiche ed emotive, con testi in inglese e italiano molto particolari (il titolo di una canzone è La testa eiacula!). Sicuramente un futuro interessante per loro.


Diversi dal solito sono anche i
Coda Di Lupo, band hardcore valdostana che tra i gruppi di riferimento mi ha messo Fabrizio De André e i Bad Religion. Il nome del gruppo è, infatti, il titolo di una delle più belle canzoni del cantautore italiano. L'anticonformismo di De André e la rabbia sociale dell'hardcore italiano si fondono nelle undici tracce de "Il Primo Passo". I tre ragazzi non mostrano mai virtuosismi, ma non sono neanche mai banali, anche se le canzoni si somigliano forse un po' troppo; lo consiglio agli amanti dell'hardcore italiano che troveranno nei Coda Di Lupo una spinta in più.


Cambiamo genere e passiamo a parlare dei romani
Searching For, unico demo che sono riuscito ad ascoltare quattro volte di seguito. Il genere è l'emo-rock che risente un po' delle radici pop-punk del gruppo. Lavoro breve ed intenso, chitarre distorte, buona voce con testi in inglese e ottima registrazione, ricordano i grandissimi The Miles Apart. Le intenzioni del gruppo sono quelle di allontanarsi dal pop-punk che ormai è quasi morto, di sicuro se si continua per questa strada gli obiettivi saranno raggiunti presto.


Voltiamo pagina per parlare degli
Unasbronzer (nome temporaneo, anche se a me piace molto…), quattro ragazzi dell'hinterland milanese che con il loro mini-cd "Tutto Tace Ma Dentro Brucia" ci offrono un sound molto lineare, cioè batteria statica, tre accordi di chitarra e basso, qualche assolo e voce sempre strozzata. Secondo me si dovrebbe cercare di fare qualcosa di un po' più personale, anche perché i testi colgono molto nel segno, ci vuole solo qualche idea in più per uscire dal guscio.


"Sandpaper Tears" è invece il demo dei livornesi
May 27 Lies, gruppo emo-rock che ha una ragazza che canta stupendamente e un'altra alla batteria che non se la cava male. Melodie originali e accattivanti, la canzone City is on fire, la discreta registrazione, fanno del demo un buon prodotto, peccato che ci siano solo quattro tracce sennò sarebbe stato proprio un ottimo cd.


Spostiamoci nell'altra riviera italiana per parlare dei romagnoli
Several Union e del loro "Resurrection". Alternative rock band influenzata da System Of A Down, Incubus e Papa Roach, atmosfere dark, riff di basso molto potenti, ritmi graffianti, forse la voce deve migliorare un po', ma tutto sommato i Several Union sono riusciti a dare personalità alla loro musica, anche se il genere è già stato esplorato da più parti. Bravi.


"Enter In Our Age" è il titolo del demo degli
Entourage, band indie-rock sperimentale da Messina, un mix fra Verdena, Marta Sui Tubi e Zu, anche se i gruppi d'influenza sarebbero infiniti. Il loro è un lavoro molto originale e profondo: melodie psichedeliche, quasi arabeggianti, molti effetti sonori e una voce allo stesso tempo dolce ed energica. Direi che il titolo del demo è proprio azzeccattissimo, visto che ascoltando il demo (magari al buio…) sembra di essere trasportati in un altro mondo.


Sulla stessa lunghezza d'onda ci sono anche i
Lexus con "Nostalgie Catartiche", che però sono molto più tranquilli, tanto che una canzone si chiama Valium. Direi che qui bisogna lavorare ancora un po' per trovare qualcosa che faccia decollare il sound: anche se suonano in maniera precisa, non riescono a convincermi. Da rivedere.


L'unico gruppo punk rock della rassegna sono i bolognesi
Legless, che non mi dispiacciono affatto. Sì, ok, è punk rock e niente di più, però questi quattro ragazzi lo suonano bene, con potenza, precisione ed energia. Forse un po' influenzati dall'hardcore melodico USA e con una voce a volte monocorde, il loro è comunque un lavoro discreto.


Divertente e sicuramente di buona fattura è anche
"…Who Cut The Cheese?" dei comaschi
The Cheeseheads. Il sound è il pop-rock, ma le otto tracce del cd cercano di dare qualcosa in più alla tradizione del genere. Voce accattivante, melodie orecchiabili, e pochi punti morti: buona prova di maturità, quindi, per una band che è solo all'esordio.


Gli ultimi due gruppi di cui vi voglio parlare sono i
Rafidia e i Blake. I primi sono liguri, il loro secondo cd si chiama "Urumi" e suonano un alternative power-pop cantato in italiano; influenzati molto dalle ritmiche di David Bowie e Sonic Youth, esplorano un genere che in Italia è affrontato da poche band. Sicuramente non è un lavoro banale, anche se non facilissimo da ascoltare. Molto bello anche il booklet del cd, in stile Japan.


I
Blake, invece, vengono dalla provincia di Brescia e con "Get Old Or Die Trying" sono al loro full length d'esordio. Hardcore melodico, stile Lagwagon e Face To Face, ritmi veloci, inglese ben parlato, buoni assoli di chitarra. Forse la voce, che assomiglia molto a quella di Greg Graffin dei Bad Religion, dovrebbe variare un po' di più senza rimanere sempre uguale in quasi tutte le tracce. Comunque, lavoro ben fatto.


Eccoci quindi arrivati al termine: direi che non ho maltrattato quasi nessuno, in fondo a Natale siamo tutti più buoni. Vi lascio con i miei più sinceri auguri di Buon Natale e Buon 2007: mi raccomando, dateci dentro…


(Mr. Brightside - 22/12/06)