
Antillectual - "Silencing Civilization" (Angry Youth Records) |
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Avevamo lasciato gli Antillectual con "Facts, Opinions And In Between" (recensione) e li ritroviamo ora con questo nuovissimo lavoro, uscito per l'olandese Angry Youth.Sinceramente non mi sarei aspettato delle grosse variazioni nel loro suono, ma devo ammettere che, invece, sono stato smentito subito dopo l'ascolto. Certo, le basi del loro sound rimangono le stesse (d'altronde perché cambiare completamente punti di riferimento?), ma c'è una forte connotazione personale in ogni pezzo. Le scariche di adrenalina tipiche di Propagandhi o Strike Anywhere sono qui sapientemente alternate a momenti più "soft", ma non per questo meno incisivi, che si avvicinano molto a quanto fatto dai By The Grace Of God. Come in precedenza, i testi si concentrano su tematiche politiche e sociali: si spazia dalla condanna verso gli atteggiamenti omofobici (Raisedfistfuckyou, che non è una canzone contro i Raised Fist, come precisano i nostri ) presenti anche in una scena che dovrebbe essere molto più aperta come quella punk/hardcore, ad invettive contro il neoliberismo globale, in nome del quale si cerca di facilitare lo spostamento di capitali e beni di consumo e di limitare quello delle persone (esempi in questo senso sono pezzi come No human is illegal e Bad company). Apprezzabile l'idea di aggiungere anche le spiegazioni di ogni testo, un modo per far comprendere in pieno il messaggio dei nostri. Tornando alla musica, non riesco a trovare un pezzo che non sia all'altezza degli altri. La sezione ritmica supporta bene ed anche meglio che in passato gli altri strumenti, e pure l'alternanza delle voci riesce a conferire una maggiore pienezza al suono. E' sempre più difficile ascoltare qualcosa di veramente nuovo e forse ormai in campo musicale tutto è stato già fatto, ma l'hardcore melodico potrebbe ricevere nuova linfa vitale anche da gruppi che, al pari degli Antillectual, sfruttano la lezione morale di grandi bands dell'hardcore quali D.O.A. o anche Dead Kennedys, come base per un suono più moderno e melodico, vicino stilisticamente alle formazioni degli anni '90, e allo stesso tempo potente ed ancora intriso di quell'insoddisfazione verso la società che è stata una parte rilevante della controcultura punk, intesa in senso lato. (Stefano "noise" Opipari - 12/3/05) |
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