…And You Will Know Us By The Trail Of Dead
3/3/2007 - "Estragon", Bologna

Ecco il concerto che non ti aspetti. Dopo la pesante delusione dell'ultimo "So Divided" (recensione) ero praticamente certo che sarei entrato allo "Estragon" per demolire definitivamente quelli che, fino a qualche mese prima dell'uscita dell'album in questione, erano i miei eroi. Mi sbagliavo. E non sapete quanto questo mi rallegri. E' stato un po' come ricevere delle scuse piuttosto credibili, anche se in qualche modo già sentite.

Evidentemente i texani, resisi conto della debolezza dell'album, derivante (a questo punto è quasi palese) dalla situazione difficile che stavano attraversando, hanno deciso di ritrattare. Altrimenti come si spiegherebbe il fatto che, nonostante questa fosse l'unica data italiana del tour promozionale di "So Divided" in scaletta ci sarà posto per un solo estratto da quest'album? A suo modo, è certamente un'ammissione di colpe.

…And You Will Know Us By The Trail Of Dead

Altro timore era sicuramente il paragone con l'esibizione magistrale tenuta due anni prima in un "Covo" stipatissimo e osannante. Certo, i presupposti erano completamente diversi. Ma in quella situazione mi capitò di trascorrere l'intero dopo-concerto con un Conrad Keely loquacissimo ed entusiasta, per la verità più interessato alla mia fidanzata che non alla mie domande, alle quali comunque aveva risposto con una sincerità quasi sconcertante. Fu indimenticabile. E sicuramente non mi aspettavo repliche.

Ma ogni tanto è bello essere smentiti. E quando si spengono le luci e, a sorpresa, parte l'intro di "Worlds Apart, Ode To Isis", sento i brividi correre lungo la schiena. I Trail Of Dead entrano in scena e aprono con "It Was There That I Saw You", fulminante opener di "Source, Tags And Codes". E da qui in avanti si assisterà ad un concerto tirato ed emozionantissimo, quasi tutto incentrato sul materiale dei primi due album major della band di Austin. Che stavolta si presenta con una sola batteria alla quale si alternano il "solito" Jason Reece e un altro formidabile musicista impegnato anche al synth. Unica nota dolente dell'esibizione, la voce di Conrad un po' sottotono e, per questo, affondata in un delay piuttosto invasivo.

…And You Will Know Us By The Trail Of Dead

Dopo una generosa oretta di concerto, la band esce di scena per riprendere fiato. E quando ritorna sul palco ecco il dejà vu: come due anni prima, Keely si rivolge al pubblico perché richieda un pezzo. Anche stavolta la risposta unanime è la stessa di due anni fa: "How Near How Far". Detto, fatto. Chiusura magistrale, con la convinzione di avere ritrovato una band che ha contribuito a mantenere l'indie rock odierno meno asfittico e tedioso.

Certo, mi sarebbe piaciuto molto fare di nuovo una chiacchierata con Conrad, per chiedergli del disco, del futuro e chissà cos'altro. Per spalancare gli occhi ogni volta che avrebbe smentito un comunicato stampa ufficiale della casa discografica per raccontarmi solo la verità. Come quella sul loro nome. Ma non chiedetemi lumi. Promisi che quelle confidenze sarebbero rimaste fra noi. E ogni promessa è debito.

(a cura di Francesco Larocca)