
Tool
19/6/2006
- "Forum", Milano
Me ne torno
a casa con un dubbio, e forse qualcosa in più, e con la
sensazione di un occasione non persa ma certo non
sfruttata al meglio, ovvero con l'idea che i Tool siano
una grandissima band ma che dal vivo, almeno questa sera,
manchi loro qualcosa. |
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I dischi, i loro dischi,
li adoro. Sono la rappresentazione di come la musica
pesante possa essere anche ricca di sfumature, di
capacità di andare oltre i soliti linguaggi del metal,
di fondere anima alla tecnica, di andare in profondità,
di spingere il rock in territori se non inesplorati,
almeno poco battuti, per una musica che tenta di pensare
e non solo di pestare. |
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Dal vivo
però la riproposizione di questa perfezione non è né
automatica né semplice. |
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Tecnicamente, poi, non ci sono storie, tutti grandissimi; il palco, inoltre, è una bolgia tecnologica con maxischermi che per tutto il concerto legano ai suoni una moltitudine di immagini incisive, davvero in sintonia con la cupezza dei loro suoni, e c'è sempre quel qualcosa in più che regala la voce straordinaria e profonda di Maynard, che si accompagna al suo solito look da fuori di testa che, questa volta, lo fa assomigliare al De Niro in "Taxi Driver" con tanto di testa da moicano. |
Cosa (mi)
è mancato quindi? |
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E' mancato il calore
che un concerto deve saper dare, contatto con il pubblico
(Maynard che canta con le spalle rivolte al pubblico a
guardare gli schermi per tutta la sera), quasi come se si
fosse ad un concerto dei Pink Floyd e non a quello di un
gruppo metal (seppur evoluto). Davvero sembrava che i
Tool (altro contraddizione) cercassero di esternare la
loro musica possente ed infuocata in maniera algida e
distaccata. |
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Grandi si, ma per fare un concerto indimenticabile ci vuole più passione, o almeno saperla trasmettere meglio. |
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(a cura di Dj Kremlino) |
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