
Offlaga
Disco Pax
12/10/2006
- "Teatro alla Cartiera", Rovereto (TN)
Per cinque quarti d'ora non ho pensato a niente. O meglio, non ho pensato a niente di quello che la mia vita mi stesse dettando fino ad allora, per cinque quarti d'ora della mia vita ho pensato solo alle storie di Praga e di Emilia che Max Collini e i suoi Offlaga Disco Pax mi hanno raccontato in un teatro con le poltroncine gialle e con la gente educata che applaude solo quando è il caso. |
Quando le
luci si spengono e le tende si aprono parte la sigla e il
loro proverbiale inno d'intenti, "Offlaga Disco Pax
è un collettivo neosensibilista contrario alla
democrazia nei sentimenti", e ti immergi subito nel
loro mondo fatto di suoni sintetici, chitarre e di fiabe
per adulti. E già con l'inedito dapertura "Super
Chiome" e il suo ritratto di ragazzina di provincia
("Quando la incontrate, usate il napalm!")
appare subito chiaro come il gruppo sia scisso in due
affluenti che riescono a incontrarsi in un'unica e
impetuosa cascata: da una parte ci sono Daniele Carretti
(chitarre, basso e mutuo quinquennale come appare scritto
nel libricino che è sparso ovunque in tutto il teatro)
ed Enrico Fontanelli (basso, moog prodigy, casiotone,
basi e pensiero debole) con il loro sound esigente ma mai
ingombrante, e dall'altra c'è Max Collini alla voce, all'ideologia
a bassa intensità con le sue storie parlate e non
cantate che fanno sorridere ma che aprono solchi di
riflessioni larghi come voragini. Come in "Enver",
dove il vertiginoso moog accompagnato da una chitarra
istrionica sboccia nel finale agrodolce "
e non
sarai mai un'emozione da poco" su una storia
damore ormai spenta. |
"Tatranky" e "Defonseca" con la sua narrativa fatta di abbandoni sentimentali intrapresi senza nessun divorzista perché "bisogna avere stile anche nei momenti peggiori", chiudono la prima parte del concerto mettendo in risalto forse l'unica pecca della dimensione live: dal vivo sembrano ricalcare troppo fedelmente le linee tracciate dal loro "Socialismo Tascabile" regalando un maggior impatto ideologico a chi degli Offlaga non aveva sentito nulla, ma in fondo si sa, le cose la prima volta fanno tutto un altro effetto. Me ne accorgo ancora di più quando ritornano per il proverbiale bis e attaccano con il secondo inedito di stasera ("Sensibile") e il suo spaccato secco e agrodolce di una storia d'amore fuori dall'ordinario. |
La storia d'amore
terrorista tra Francesca Mambro e Valerio Fioravanti,
infatti, mi rapisce e mi paralizza quasi obbligandomi nel
non perdere una sola parola, un solo punto di sospensione
di questa istantanea di un passato ormai lontano di cui
non avevo neanche un vago o sfuocato ricordo. "Cioccolato
IACP" (il terzo e ultimo inedito) ne segue il corso
con la sua storia di droga, caseggiati, tobleroni, di
pompini e il suo accavallarsi di ironia e profondità che
solo Max Collini può regalarti con le sue storie sempre
fedeli al suo vissuto di quarantenne che nella vita
quotidiana di professione fa il geometra. |