Muse
4/12/2006 - "Datch Forum", Milano

Mai avrei immaginato che il giorno del mio compleanno sarei andato al concerto della mia band preferita, ma fortunatamente è accaduto, per me e per tutti i fedelissimi che sono venuti al "Datch Forum" lunedì 4 dicembre. Era la seconda che vedevo i Muse, la prima è stata per lo "Absolution Tour", e già allora il concerto era stato straordinario. Anzi era partito anche molto meglio, visto che ad aprire la serata c'erano i Cave In che presentavano "Antenna", mentre stavolta - ahimé - i Noisettes mi hanno molto annoiato, per usare un eufemismo, anche perché non li vedevo nell'ambiente a loro più consono: troppe influenze indie, lo dico senza disprezzo, sia chiaro, ma secondo me al momento non sono il gruppo adatto per aprire il concerto dei Muse.

Dopo i Noisettes, la classica musica di sottofondo che si mette in attesa dei Paladini del Palco trasforma il forum in un faraonico ma simpatico karaoke quando dalle casse partono di fila "Killing In The Name Of" dei Rage Against The Machine e "Stay Away" dei Nirvana: sinceramente era molto divertente vedere tutti che cantavano a squarciagola della canzoni simbolo degli anni '90, non potevo non segnalarlo!
E dopo questo fuori programma, ci siamo, eccoli sul palco: i Muse partono con "Take A Bow", seguita subito da "Map Of The Problematique" e la splendida "Butterflies & Hurricanes", il pubblico è già in delirio ed io con loro.

Muse

Dopo i primi tre pezzi si capisce già che siamo solo all'inizio di un concerto che si rivelerà uno dei migliori live dell'anno in assoluto, ma non solo quello. Non si tratta solo di un concerto, ma di un grande spettacolo, grazie alle luci e alla scenografia che caratterizzano il palco: ad ogni canzone le immagini dietro ai Muse cambiano e il legame tra suoni-immagini-parole è sempre di grande impatto, su tutte "Plug In Baby" con dei robot dietro ai nostri.

Muse

Tornando alla scaletta, ovviamente è stato dato notevole spazio all'ultimo "Black Holes & Revelations" (recensione), con tanto di dedica di Matt alla sua ragazza italiana prima di "Starlight", ma ovviamente anche i precedenti album non sono stati dimenticati, è impensabile un concerto dei Muse senza "New Born" oppure "Sunburn" o il supersingolo "Time Is Running out", anche se volendo fare i pignoli immagino che eravamo in tanti ad attenderci "Citizen Erased" o "Thougts Of A Dying Atheist".

Forse il culmine della grandezza della band e della bontà del loro repertorio si è avvertito (per chi non lo aveva ancora colto…) nei due bis con "Hysteria", "Stockholm Syndrome" e la epica "Knights Of Cydonia" (cercate il video, è appena uscito). Inoltre, dal vivo si colgono ancora di più l'eterogeneità del percorso musicale dei Muse, improntato su un rock energico e coinvolgente, ricco di diverse influenze, su tutte la musica classica.
Quindi un grandissimo applauso ai Muse, band sempre più in ascesa che non ha perso la sua bravura dal vivo regalando circa due ore di grande musica agli spettatori. Senza dubbio il mio più bel compleanno.

(a cura di Ciccio)