Red Sparowes
24/3/2006 - "Bloom", Mezzago (MI)

Mogwai
20/4/2006 - "Rolling Stone", Milano

I due concerti con un filo comune.
Due gruppi che hanno nella libertà espressiva il loro DNA, al di fuori di codici e regole, al di là della forma canzone propriamente data. Insomma, spazio a suite quasi interamente strumentali, in cui i suoni si dilatano e si comprimono alternativamente, che esplodono in attacchi furiosi e navigano in mari di quiete.
Materia non facile, in un certo senso, non per tutti forse, ma al contempo, come poco altro in circolazione oggi, quanto mai interessante e stimolante.
Teoricamente, quindi, non si capisce perché per i Mogwai c'è il pienone e oltre mille persone (a venti euro per l'ingresso… tanto…), mentre per i Red Sparowes ci sono meno di duecento fans (a otto euro per l'ingresso… giusto…), visto che entrambe le bands sono "simili" e di grande qualità.

Ma la spiegazione è forse semplice.
Gli americani Red Sparowes (al primo disco, ma con membri che militano in diverse esperienze come Isis, Neurosis, ecc.) hanno un background che arriva dalla musica pesante, dall'evoluzione del post-hardcore, mentre gli scozzesi hanno affinità con un classico "sentire" europeo più vicino all'indie-rock.

Mogwai

E si sa che l'hardcore e il metal sono per i "buzzurri", mentre l'indie è invece per i "fighi" (scusate la battuta, ma dopotutto per molti ascoltatori di rock è ancora così). Insomma, pur proponendo musica abbastanza simile, questi due background producono la "differenza" e la diffidenza (per i Red Sparowes) del pubblico.

Un vero peccato, anche perché la prestazione della band americana l'ho trovata più convincente, più ricca di sfumature, più intensa e penetrante.

I Mogwai sono stati bravi, senza dubbio, basando il concerto principalmente sui brani dell'ultimo "Mr. Beast" (
recensione) e sul precedente "Happy Songs For Happy People" ma, in un certo senso, sono stati più scontati, in alcuni brani quasi un po' "noiosi" nel proporre il loro post-rock alternativo, che dal vivo sceglie una gradazione più forte, intensa e rumorosa, in cui convivono melodie ipnotiche ed improvvise distorsioni.

Red Sparowes

Invece i Red Sparowes li ho trovati maggiormente convincenti perchè più liberi e furiosi nel cavalcare le loro multiformi visioni musicali, ed onestamente ho trovato i loro brani più profondi ed incisivi ("At The Soundless Dawn" - recensione).

Nel complesso, al di là dei mie gusti, due ottimi concerti di due bands che, come ho scritto all'inizio, sfuggono a facili schematizzazioni e danno il segno di una musica che guarda avanti e convince.



(a cura di Dj Kremlino)