
Liars
12/11/2005
- "Jail", Legnano (MI)
«13/11/2005 I ringraziamenti a tutto che trasformasse nell'acqua vino a Palermo, Catania e Legnano - noi li hanno bevuti!» .Queste parole (in italiano), le leggo sul sito della band newyorkese, il giorno dopo la loro esibizione a Legnano. Parole caotiche e sufficientemente incomprensibili, come caotico è stato il loro concerto al "Jail" di Legnano dove ero pronto a tutto in effetti, conoscendo la loro personale visione del rock, ma direi che comunque mi hanno sorpreso oltremisura. |
Innanzitutto loro sul palco: Angus Andrei, "voce" e chitarra, sembra un giovane barbone allampanato e mezzo ubriaco, capelli e barba di due anni, con un vestito di terza mano di due taglie più piccolo, rubato allEsercito della Salvezza; Julian Gross, il batterista, ha due treccine tipo indiano d'America che "perfettamente" (ha ha!) si adattano alla improbabile calzamaglia e maglia di lamé (!?) che indossa; mentre il più "normale" è Aaron Hemphill, tipico alternative-boy americano, che si divide tra un basso, macchinari per rumori vari e soprattutto un tom, che maltratta e picchia come un ossesso. |
Insieme
sono puro delirio. |
Su palco è successo di tutto, tra il batterista che picchia la batteria da terra, che dà botte alla cassa suonando in contemporanea il basso, con la batteria stessa che a metà concerto perde pezzi (un paio di piatti e il rullante che vacilla), senza che vengano sostituiti o aggiustati, con il "barbone" (pardon, il cantante) che sembra posseduto ed in vena di proclami senza senso, con il "solito" finale che prevede la distruzione del tutto e un'uscita dei Nostri dal palco che è davvero pura alterazione mentale. |
Se sanno suonare, se
musicalmente hanno cose da dire, è onestamente una
domanda alla quale non sono in grado di rispondere. |
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