
Interpol
3/12/2004
- "C-Side", Milano
L'ultima volta che ho visto gli Interpol dalle nostre parti è stato nella primavera di due anni fa, all'"Estragon" di Bologna. In quell'occasione il concerto durò il tempo di quattro canzoni a causa di un problema al polso del batterista e la successiva data stabilita come recupero mi vedeva clamorosamente costretto a dare forfait. Considerate, inoltre, che "Turn On The Bright Light" è stato uno degli album che ho consumato più avidamente negli ultimi anni e potrete, quindi, ben capire quanto ansiosamente aspettassi che i cinque newyorkesi si riaffacciassero nel Bel Paese. |
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Che di acqua sotto i ponti ne sia passata dalla serata bolognese lo si capisce non appena giungo davanti al "C-Side": le bancarelle NON ufficiali espongono all'esterno del locale la propria merce e fans disperati cercano vanamente un biglietto in una calca pazzesca. Dentro al locale sono appena le 8 e 40 e già si fatica a trovare posto. I nostri, insomma, complice MTV, sono diventati delle rockstar e pensare che all'"Estragon" i componenti del gruppo, terminata la breve performance, erano rimasti tranquillamente a chiacchierare con i presenti quasi nell'indifferenza generale Intanto posso constatare che la cornice del "C-Side", famoso locale fighetto milanese tra i cui soci fondatori figurano gente come Ringhio Gattuso, Brocchi e Abbiati, è decisamente suggestiva per un concerto del genere, e vedere un posto cosi gremito fino all'inverosimile, lo ammetto, fa una certa impressione. La fauna di fans che si presenta intorno a me è abbastanza variegata ma sinceramente mi aspettavo una componente dark più elevata mentre l'esemplare più diffuso è il simil-clone di Paul Banks in camicia e cravattino |
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Gli Interpol salgono sul palco puntualissimi ed elegantissimi (c'era bisogno di dirlo?). E' un boato, il locale sembra vacillare. Il pubblico sarà con loro dalla prima all'ultima nota. La partenza è affidata a "Next Exit", brano di apertura dell'ultimo controverso "Antics" (che sia inferiore al primo album è fuori discussione - recensione), poi a seguire un sapiente mix di pezzi nuovi e vecchi. Sulle note di "Slow Hands" e "Say Hello To Angels", i brani più tirati, il pubblico ondeggia e danza; ma i momenti migliori, manco a dirlo, coincidono con i pezzi forti del loro straordinario esordio: "NYC", "Hands Away", "Stella Was A Diver" sono cantate dalla maggior parte dei presenti e suscitano grida di approvazione esaltate. |
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Un concerto ineccepibile, niente da dire. Esecuzione perfetta. "Proprio come sul cd", molti commentano. Per quanto mi riguarda il problema è proprio questo. Gli Interpol sono dei freddi professionisti incapaci di dare quel qualcosa in più che ci si aspetta giustamente da un'esibizione dal vivo. E questa per me è una piccola grande delusione, inutile negarlo. Forse sarò troppo esigente, forse nessuno dei presenti sarà stato del mio avviso, ma al massimo posso dire di aver passato un'ora e un quarto gradevole, nulla di più. Gli Interpol si sono giocati la seconda chance che ho concesso loro peccato. |
| (a cura di Luca Mondini) |