

(2/4/2003)
di aob
I
Sun Eats Hours non sono uno dei tanti gruppi senza
prospettive usciti qualche anno fa sulla scia
dell'"Epitaph Sound" (o Fat Wreck, se
preferite): prova ne è la dimensione che sono riusciti a
raggiungere contando esclusivamente sulle proprie forze.
In occasione della pubblicazione del loro nuovo lavoro,
"Tour All Over", abbiamo conversato
piacevolmente con Lore, leader del gruppo vicentino e
persona con le idee molto chiare, simpatica e disponibile
come (purtroppo) non ce sono moltissime in giro,
soprattutto in questi fottuti giorni di guerra dove
sembra che tutti siano diventati più nervosi
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leggi la recensione
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AOB/Munnezza - Ciao
Lore, parlaci del vostro nuovo album appena uscito
Lore@Sun Eats Hours -
Ciao mitici! "Tour All
Over" è il nuovo album dei Sun Eats Hours in tutti gli
stati esteri in cui uscirà. In Italia è una versione totalmente
nuova, remixata, rimasterizzata e riarrangiata del nostro
precedente album "Will". Sapevamo di poter esprimere ancora meglio la
nostra musica e i nostri pensieri, per questo l'abbiamo rifatto
al meglio. La critica e i fans avevano accolto veramente alla
grande "Will", il quale però è stato praticamente
introvabile nei negozi e nei cataloghi. La gran parte dei cd li
abbiamo venduti ai concerti e attraverso internet, e questo ha
reso tutto più complicato, soprattutto per chi voleva comprare
l'album.
Abbiamo aggiunto inoltre tre nuovissime tracks, la traccia del
video e rifatto totalmente la grafica. Abbiamo ripreso ciò che
avevamo fatto un anno fa, migliorandolo e mettendoci dentro
quello che serviva per farlo suonare in modo ancora più potente.
Ora sappiamo d'avere un disco realmente completo, che spacca le
casse rispecchiando ciò che sono i Sun Eats Hours; dal 28 marzo
chiunque potrà trovare facilmente "Tour All Over": per
tutte le informazioni visitate www.suneatshours.com.
D - Perchè e in che
termini è avvenuta la fine della collaborazione con Agitato
Records? Quali sono stati i motivi che vi hanno fatto optare per
la Rude Records? Avevate avuto altre proposte? E le major si sono
sentite?
R - Avevamo bisogno di persone con idee nuove e
di una struttura forte che potesse sostenerci per dare il meglio,
rimanendo allo stesso tempo indipendenti. Tra le varie proposte,
Rude Records è stata quella che più rispecchiava le nostre
aspettative e i nostri ideali. In primo luogo noi stessi non
abbiamo mai cercato una major per svariati motivi. Ma con Agitato
sarebbe stato impossibile sviluppare un progetto all'estero,
questo problema è stato determinante nel farci cambiare
etichetta. La dipartita dall'Agitato è stata indolore, i nostri
programmi erano nell'aria già da un po' e quando abbiamo
ufficialmente lasciato l'etichetta non ci sono stati i tipici
problemi da "non l'avrei mai immaginato!".
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D -
"Tour All Over" sarà distribuito anche in
molte nazioni straniere: avete già ricevuto dei feedback
positivi dall'estero?
R - Credo sia un risultato tangibile di grosso
spessore vedere che una punk band italiana, in un momento
così difficile per la discografia internazionale, stia
ottenendo un ampio consenso a livello europeo. Questo è
un importantissimo punto di svolta per i Sun Eats Hours.
"Tour All over" in Germania e Austria sarà
prodotto da Wolverine Records, l'etichetta indipendente
tedesca numero uno, e distribuito da SPV, in Spagna sarà
prodotto da Zero Records e distribuito da Warner (!),
anche questa prima rappresentante della musica punk in
Spagna. E' un'enorme soddisfazione constatare che delle
realtà così importanti nei loro stati abbiano
abbracciato un progetto di una band italiana. Questo fa
capire a tutti noi d'avere un album completo e versatile,
che supera i forti limiti dettati dalla provenienza di
una band. "Tour All Over" uscirà anche in
Svizzera per Snayle Records (distribuzione Leech), in
Inghilterra e Irlanda distribuito da Plastic Head, in
Portogallo da Musica Activa e in Grecia. Stiamo tuttora
valutando alcune proposte dalla Francia e dal Giappone. |
D - In questi ultimi
mesi siete stati spesso in tour: parlateci dei momenti migliori e
di quelli meno felici da ricordare
R -
Potrei dirti: quel concerto, quel momento
ma
preferisco risponderti in modo insolito, ma più vero e
sincero
I momenti migliori credo siano: le mattine che
precedono i concerti della sera, perché senti dentro qualcosa di
speciale più degli altri giorni. I viaggi in furgone sempre al
limite della pazzia. Sentirsi veramente uniti nel fare ciò che
più amiamo. Conoscere sempre persone nuove, vedere situazioni
diverse e farne esperienza. Il desiderio di suonare che aumenta
ad ogni ora, che infiamma i nostri sguardi, dandoci qualcosa di
inspiegabile. Il salire sul palco e sapere che siamo solo noi a
fare lo "show", con la nostra musica e la nostra
energia. Il sentire i brividi di gioia nel vedere la gente che
canta le nostre canzoni, dopo anni di prove e sacrifici.
L'applauso, il sorriso di ogni singola persona che incontriamo
durante i nostri live. L'abbraccio tra noi prima di salire sul
palco. L'abbraccio sudatissimo del dopo concerto. I party ai
quali difficilmente ci sottraiamo a fine show. Il vedere di aver
dato qualcosa di positivo a chi ci ha ascoltato.
Quelli meno felici: il concerto che salta, gli accordi non
rispettati
l'impianto o il mixerista che rendono il
concerto una vera peripezia per noi sul palco e perfino per chi
ascolta
le entrate nei locali troppo alte, le birre troppo
costose e la benzina sempre più bastardamente cara!
D - Le nuove canzoni
mostrano un altro paio di aspetti dei Sun Eats Hours finora
inediti: per esempio, a me la title-track è sembrata più
spostata sul r'n'r, mentre "Living Force" ha un piglio
decisamente più introspettivo. E' un'impressione sbagliata o
c'è qualcosa di vero?
R -
Come ho detto in precedenza, credevamo mancasse
qualcosa a "Will" per rispecchiare al meglio i Sun Eats
Hours. Come dici tu, "Tour All Over" ha un ritmo più
sul r'n'r, con una base ritmica e metrica particolare e
ricercata, differente dalle altre songs dell'album. "Living
Force" mostra, invece, il mio personale lato introspettivo,
tranquillo e totalmente melodico. Nei miei sogni c'è la
composizione di un intero "mini" con canzoni solo voce
e chitarra
anche solo da tenere per me e da regalare agli
amici. Fare quel tipo di canzoni mi aiuta a liberare qualcosa che
non riesco a spiegare.
Credo che con il passare degli anni manterremo il comportamento
che abbiamo avuto fin'ora: suonare quello che ci piace, quello
che ci rispecchia, quello che ci rende felici, senza sentirci mai
obbligati a suonare quello che faciliterebbe le vendite e la
notorietà.
D -
Con voi parlare di certe cose è meno banale del solito.
Sinceramente: credete che esista una vera
"scena" in Italia?
R - La "scena" è talmente frammentata
che è veramente arduo poterne parlare come una cosa
unitaria. Crediamo che nella "scena" ci siano
mille modi diversi di vedere le cose e di comportarsi.
Possiamo dire che ci sono vari filoni di idee e spesso
succede che questi si scontrino gli uni con gli altri,
rendendo esplicite le diverse posizioni. Noi come band
abbiamo imparato a contare sulle persone che ci
dimostrano la loro vera passione e sincerità verso
questa musica, appoggiandoci a vicenda. |
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Da un punto
di vista di bands, abbiamo legato con quelle che suonano
e credono in quello che fanno, senza mai andare a
danneggiare gli altri gruppi e le loro iniziative. Con
queste persone creiamo un legame molto forte. Peccato
dover ammettere che la sincerità, la benevolenza e la
buona fede sono caratteristiche rare da trovare. |
D - Quali sono i gruppi
italiani che apprezzate di più?
R -
Apprezziamo primariamente come persone L'Invasione
degli Omini Verdi. Viviamo la musica allo stesso modo e ci
sentiamo affini nel vivere questa avventura in modo sincero,
senza rispondere alle stupide provocazioni e falsità che
arrivano da chi ha fatto dell'invida la sua croce.
D - Voi, naturalmente,
avete partecipato a
"Vibrazioni
Violente",
la compilation prodotta da Munnezza che - a nostro modesto parere
- raccoglie il meglio del panorama hardcore/punk italiano: c'è
qualche gruppo incluso nella scaletta che magari non conoscevate
e che vi ha colpito particolarmente?
R - Legandomi al discorso fatto in precedenza, abbiamo
apprezzato moltissimo la vostra iniziativa di creare una
compilation basata su cosa ritenevate valido e non su cosa vi
avrebbe fatto vendere più copie. E' una cosa rarissima negli
ultimi tempi, e questo fa onore vero alla vostra passione per la
musica.
Ragazzi, mi mettete in difficoltà perché la compilation è
veramente bellissima e non voglio fare torto a nessuno! Al di
fuori delle bands melodic hc - sarei di parte! - sono rimasto
particolarmente colpito dai No Choice, veramente potentissimi.
Gli Indigesti non hanno bisogno di presentazioni. Non conoscevo i
Belli Così e mi sono piaciuti molto. Vorrei poterli citare quasi
tutti, perché ci sono spunti (rarissimi in Italia) di
originalità, melodia e potenza su gran parte delle canzoni!
D - Quali sono le
influenze dei Sun Eats Hours e cosa invece state ascoltando e
seguendo ultimamente con più interesse?
R -
I Sun Eats Hours hanno svariate influenze, radicate
negli anni. Diciamo che abbiamo sempre spaziato dai classici del
genere punk rock anni '90 come Bad Religion, Offspring, NOFX,
Pennywise, Vandals, Guttermouth, AFI, Lagwagon, Good Riddance, No
Fun At All, Undeclinable, Propagandhi, Strung Out, Satanic
Surfers, Sick Of It All, Millencolin, Bombshell Rocks
a
suoni e stili totalmente differenti tra loro come System Of A
Down, Lorenzo Jovanotti, Sugar Ray, President Of USA, Enya, Limp
Bizkit, Ligabue, Queens Of The Stone Age, Foo Fighters
Purtroppo, però, ci accorgiamo che le punk bands sopra citate
difficilmente fanno album più belli di quelli usciti tra il '93
e il '97/'98
Dobbiamo rimboccarci le maniche, ora tocca
alla nuova generazione!
D - Sono d'accordo.
Avete anche girato un video per promuovere "Tour All
Over"
R -
Ora crediamo sia arrivato il momento di dare più
forza al nostro messaggio attraverso l'immagine, per arrivare a
più persone. Una band come noi ha enormi limiti di visibilità a
causa della mancanza di mezzi e di soldi, questo problema può
essere in parte ovviato grazie ad un video. L'abbiamo realizzato
lavorando giorno e notte, è stato creato direttamente da noi e
dai nostri produttori, senza registi, intermediari o altre menate
varie. E' anche questo qualcosa di totalmente "libero",
vero, fatto con il nostro sudore e i nostri sacrifici. Sarebbe un
sogno poter raggiungere molti ragazzi grazie a questo video,
perché ogni tanto le persone vedrebbero qualcosa di
"reale", fatto dalla passione di chi ha una mentalità
DIY, dunque qualcosa che si differenzia totalmente dal 95% della
musica che passa in tv. Lo potete richiedere su Rock Tv, Rete A e
ed MTV. Lo potete scaricare (a bassa risoluzione) dal nostro sito
www.suneatshours.com.
D - A parte "La
Mangia Uomini", credete di scrivere in futuro altre canzoni
in italiano?
R - Come sai, usiamo inserire delle hidden
tracks al termine dei nostri album, rigorosamente cantate in
italiano dal pazzo Barone, con contenuti vietati ai minori!
"La Mangia Uomini" è in track-list perché è cantata
da me, ed è una cosa per ora unica. Nei prossimi album rimarrà
la nostra usanza delle hidden tracks, ma per il resto credo ci
saranno solo casi isolati e imprevisti, come "La Mangia
Uomini" appunto.
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D - Siete convinti che la musica
è (o sarà) il vostro lavoro?
R - Se non fossimo convinti di questo saremmo
dei pazzi: abbiamo mollato tutto per seguire questo
sogno! Quando decidi di suonare musica "di
nicchia", metti la tua vita su un tavolo da gioco,
scommetti veramente su di essa e sul destino. Parti e ti
fai accompagnare dall'impegno, dalla volontà,
dalll'entusiasmo e dalla fede. Per ora, nonostante le
enormi difficoltà economiche, non cambierei una virgola
delle mie decisioni.
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D - Un ultimo pensiero
prima di chiudere
R -
Eh
vorrei rispondere a queste domande con
mille pensieri
ne faccio uno "controcorrente":
pensate per un attimo a dove vivete, a chi avete vicino, alla
vostra famiglia, ai vostri amici, alle possibilità e alle gioie
che la vita può darvi. Pensate all'enorme fortuna di essere nati
e di vivere in un Paese bellissimo come il nostro, invidiato nel
mondo per la passione per la vita e i suoi piaceri. Pensate che
se siete in un piccolo Paese libero, un puntino nel mondo intero,
c'è un significato e non dimenticate di essere grati per questo.
(a cura di AOB)
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