
(6/3/2005)
di Beatrice
Dopo
diversi anni di attività ed una manciata di dischi dalle
sonorità piuttosto differenti uno dall'altro, i The No
One sono riusciti a conquistarsi un posto di riguardo
all'interno dello panorama punk rock nazionale. Abbiamo
scambiato qualche battuta con il frontman Alessandro
Fanali
R - Il nome ce l'ha trovato un nostro caro amico quando eravamo alla disperata ricerca di uno decente e soprattutto adatto alla band. No One ci è piaciuto subito e per questo l'abbiamo tenuto. Beatrice - Partiamo con le classiche domande presentatevi Alessandro@The No One- Allora noi siamo i No One, veniamo da un piccolo paese in provincia di Varese, San Macario, e suoniamo punk rock da circa otto anni. |
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D - C'è un motivo per
il quale avete cambiato genere da album ad album?
R - I cambiamenti di genere sono tutti legati
alla musica che ascoltiamo. Questo fattore ha influenzato
indubbiamente ogni album che abbiamo fatto. Abbiamo iniziato
facendo hardcore melodico, quando ascoltavamo molto questo
genere, e siamo finiti a fare una sottospecie di pop-punk con
influenze rock. Molto dipende anche dalla crescita musicale di
una persona e senza dubbio dalla ricerca di un sound sempre più
maturo e personale
In questo periodo ascoltiamo molto rock,
emo e pop, tanto per farti capire che siamo sempre alla ricerca
di qualcosa di nuovo.
D - Ricordate il primo
concerto a cui avete suonato?
R - Certo! È stato a "Il Melo" di
Gallarate (VA), un piccolo centro sociale dove siamo praticamente
cresciuti, in pratica era la nostra seconda casa! Che serata
ricordo che eravamo tesissimi, sembrava quasi avessimo la colla
ai piedi, eh eh eh!
D -
C'è qualche gruppo non molto conosciuto che secondo voi
merita di R - Sì, ce ne sono tanti di gruppi che meriterebbero più spazio nella nostra scena, sicuramente gli Incastigo, i Kump, i Seven Jay, tanto per citarne alcuni, ma dovrei farti una lunga lista di nomi anche perché la maggior parte delle bands che nascono oggi sono già molto valide e motivate di quelle che nascevano qualche anno fa. Questo indica un discreto stato di salute del punk rock in Italia. |
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D - Con quale musica
siete cresciuti?
R - Dipende
io sono cresciuto ascoltando i
Beatles, Eric Clapton ed Elton John e li ascolto tutt'ora. Anche
gli altri componenti hanno sempre ascoltato musica rock: Queen,
Oasis, Scorpions, Nirvana. Credo che per uno che suona punk sia
molto importante avere delle solide radici musicali, soprattutto
se derivano dal rock e dal metal.
D - Cosa pensate del
cambiamento del punk, dal '77 ad oggi?
R - Penso che sia una cosa normale, dettata dal
tempo e dalle mode. Certo, il punk di oggi non ha niente a che
vedere con quello del '77, ma come ogni cosa non può durare in
eterno, ha bisogno di un cambiamento
Magari tra un paio di
anni tornerà di moda e sarà il genere più suonato, ma per ora
è meglio così! È un genere che si è solo evoluto come gli
altri!
D - Avete collaborato
con gruppi molto famosi e suonato davanti a migliaia di persone.
Quali sono i momenti più belli che ricordate?
R - Beh, sicuramente i momenti più belli sono
stati quando abbiamo partecipato al "Deconstruction
Tour" a Milano nel 2001, e all"'Independent Days
Festival" di quest'anno: il fatto di poter condividere il
palco con bands del calibro di Penniwise, Sick Of It All,
Yellowcard, New Found Glory
è stato fantastico,
un'emozione indescrivibile!
D - Avete
rimpianti/rimorsi per quanto riguarda la vostra carriera?
R - Sì, forse uno sì
e riguarda il nostro
secondo album, avrei preferito un album meno ispirato ai Blink!
Eh eh!
D - C'è una canzone a cui siete particolarmente legati, la vostra preferita da suonare live o la più significativa? R - Diciamo che non abbiamo una canzone che preferiamo alle altre. Forse l'ultimo cd, "Blue Day Way" è quello che ci piace di più: riteniamo che sia un buon disco dove abbiamo dato tutto quello che potevamo, soprattutto per quanto riguarda la produzione. Certo, ognuno ha le sue preferenze per quanto riguarda le canzoni, ma una su tutte a mio parere non c'è. |
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D - Progetti futuri?
R - Sicuramente suonare sempre e dovunque, e
cercare di fare nuovo album per il 2006 non sarebbe male
Non so, magari nu metal!?! Eh eh eh!
D - Abbiamo finito, la
parola a voi
dite ciò che volete e grazie mille per la
disponibilità
R - Grazie a voi per la vostra disponibilità e
un grande saluto dai No One. Vi aspettiamo numerosi ai nostri
concerti!
| (intervista a cura di Beatrice) |
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