(27/5/2006)
di Stefano "noise" Opipari

Dopo un po' di anni passati dall'ultima esibizione dei Good Riddance in Italia (eccetto per Russ, passato da queste parti con gli Only Crime), cogliamo l'occasione per una chiacchierata molto tranquilla con una delle più politicizzate ed impegnate bands del panorama "Cali-punk". I Nostri hanno da poco registrato un nuovo disco dal titolo "My Republic"…

Russ@Good Riddance -
…sì, stasera suoneremo due canzoni tratte dal disco che abbiamo appena registrato, una si intitola “Out Of Mind”, mentre il titolo dell'altra è ancora segreto.

Stefano "noise" Opipari - Viene spontaneo chiederti di fare un paragone tra questo disco ed uno dei precedenti lavori: sono certo che ci sia una certa continuità musicale, ma quali sono le differenze, se ce ne sono? Inoltre, penso che le tematiche trattate siano sempre nel vostro stile…

Good Riddance @ Rock Planet, Pinarella di Cervia 4/3/2006

R - Credo che il disco suoni come una naturale continuazione dei due precedenti: non è come "Operation Phoenix", non ci sono molte parti urlate e ruvide, è più melodico invece. Ci sono poi molti testi a carattere politico e sociale anche in questo nuovo lavoro.

D - I Good Riddance sono stati influenzati dalle bands californiane degli anni '80… mi riferisco ai Black Flag, per alcune parti musicali, ma anche ai Dead Kennedys forse dal punto di vista dei testi…
R - I Dead Kennedys sono stati una grossa influenza per me dal punto di vista dei testi. Anche i Germs! Penso che Darby Crash fosse molto bravo a scrivere dei testi. Musicalmente forse l'influenza dei Black Flag è minore rispetto a quella di altri gruppi, per esempio gli Adolescents, i T.S.O.L… i Bad Religion!

D - Sì, sono gruppi che piacciono anche a me. Poi i Bad Religion sono stati importanti perché mi hanno fatto scoprire altri gruppi…come i Good Riddance o i Pennywise. Una cosa che noto, però, è che molti gruppi del "giro" Epitaph o Fat Wreck degli anni '90 non riescono a fare più dei bei dischi come prima. E' un'opinione personale, ma penso che per voi ed i Propagandhi questo non sia successo. Anche se il vostro è un hardcore che è melodico, siete comunque riusciti a conservare la stessa attitudine…
R - Ti ringrazio…

Good Riddance @ Rock Planet, Pinarella di Cervia 4/3/2006

D - Passiamo ad altro. Avete la possibilità di suonare in Europa ed in altri posti del mondo, ed ormai lo fate da circa dieci anni… Quanto è importante per voi questo?
R - Per me è importante ed una delle cose più belle è l'opportunità di entrare in contatto con gente diversa, che ha culture differenti dalla nostra: riusciamo ad apprezzare tutte le differenze che ci sono ma cogliamo anche quelle che sono le forti somiglianze… per esempio tra i ragazzi che vengono ai nostri concerti. Riesco a sentirmi cittadino del mondo è questo è molto importante, anche come americano. C'è molta gente in America che non ha la possibilità di viaggiare o magari non lo desidera nemmeno… questo porta a non avere una coscienza del mondo ed a essere un po' isolati. Penso che in questo modo la gente non sia capace di avere una fotografia accurata delle altre culture. Molti americani perdono in questo modo l'opportunità di partecipare in funzione globale.

D - "Globalmente" la situazione politica attuale è abbastanza preoccupante e per certi versi è uno schifo. Molte persone vedono negli Stati Uniti, o meglio nel governo degli Stati Uniti, una delle maggiori minacce, assieme a personaggi come i vari Bin Laden… l'hardcore/punk può aiutare, secondo te, ad aprire le menti della gente? Voglio dire: ci sono molti gruppi come il tuo che hanno una coscienza politica…
R - Ne sono fermamente convinto. Molte delle idee che ho me le sono fatte dopo aver ascoltato determinati gruppi, che hanno aiutato la formazione di un mio punto di vista. Mi hanno educato ad interessarmi a quello che mi succedeva intorno. Un gruppo attuale che è molto importante da questo punto di vista sono i Propagandhi, per esempio. E' anche importante, però, il divertimento. Se uno viene ad un nostro concerto anche solo per divertirsi, fare slam dancing… insomma, per me va bene. Credo che le persone debbano sentirsi libere di prendere dalla musica ciò ce vogliono. La prima impressione può essere quella di un bel concerto, una bella serata passata con gli amici… poi magari a casa la gente legge meglio i testi, e questo porta ad altre cose. E' interessante il fatto che non puoi mai sapere l'influenza che hai sulla gente. Magari dopo dieci anni da quando sono stati ad un nostro concerto, alcuni ragazzi mi fermano e mi dicono che grazie a noi sono diventati vegetariani. Noi siamo solo un tramite. Facciamo un concerto e cerchiamo di suonare bene. Ma quello che ti ho detto prima è una cosa che può succedere. Lo so anche perchè è successo a me, è successo con dei gruppi che mi hanno influenzato… credo che questo sia fantastico.

D - Certo. Sappiamo che i Good Riddance cercano anche di portare avanti certi discorsi legati allo stile di vita vegetariano/vegano… tu sei ancora straight edge?
R - Sì, personalmente sono straight edge, ma non lo siamo come gruppo.

D - Te lo chiedo perché capita spesso di sentire di gente che è stata straight edge per anni ed ora non lo è più. Questo non è di certo un dramma, ma è interessante vedere i comportamenti del prima e del dopo… spesso molto differenti.
R - Sono sempre sospettoso verso la gente che traccia una linea di confine tra sé e gli altri, tra essere straight edge o non esserlo, e questo per qualunque cosa: tutti sono liberi di credere in quello che vogliono. Io faccio una scelta di coscienza nel non assumere alcool e droghe, ma sono preoccupato quando c'è qualcuno che urla a tutto il mondo la sua scelta per dire che è una persona migliore delle altre. La mia è una scelta del tutto personale, mi fa stare bene.
Ho delle opinioni sull'alcool e sulle droghe che sono le mie e non ho la pretesa di sapere cosa è giusto per te o per qualcun altro. Quella che è una tragedia per me è sapere che molte persone della mia età che sono straight edge provano quasi vergogna a dirlo, perchè spesso è come avere una cattiva reputazione. Si viene additati come persone violente o intolleranti, che non "sanno" essere felici e che quando compiono ventuno anni cominciano a bere. Per me è uno stile di vita positivo, è così che voglio conservarlo per me stesso.

D - C'è qualche gruppo italiano che ti ha influenzato? Qualcuno che conosci?
R - Soprattutto i vecchi gruppi: Negazione, Raw Power.

D - So che siete coinvolti in altri progetti musicali…
R - Sì, io con gli Only Crime, Luke e Sean suonano in un gruppo chiamato Outlie, Sean poi suona nei Real McKenzies, mentre Chuck suona il basso negli I Want Out. Sono tutti gruppi diversi da quello che sono i Good Riddance.

D - E' mai successo di suonare assieme ad uno di questi gruppi, con i Good Riddance?
R - No, mai. Poi chi suona negli Only Crime suona anche in altri gruppi e vogliamo essere certi di avere una nostra identità. Abbiamo fatto alcuni concerti con i Bane, ma non accadrà più. Siamo una band a sé stante e non vogliamo che la gente ci ascolti solo perché ascolta uno dei nostri gruppi… non vogliamo avere un adesivo sul disco con su scritto "featuring members of…".

Good Riddance @ Rock Planet, Pinarella di Cervia 4/3/2006

D - Mi piace molto anche il disco degli Only Crime…
R - …ne uscirà un altro in novembre.

D - Ah… sinceramente non lo sapevo. Come si intitolerà?
R - Non abbiamo ancora pensato ad un titolo…

D - Ok… beh, è tutto, ti ringrazio per la disponibilità e buona fortuna per il concerto ed il disco…
R - Grazie, buon divertimento.

 
(intervista e foto a cura di Stefano "noise" Opipari)  


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