

(7/7/2003)
di rude
Tramite le
parole del batterista Devil (persona fantastica sempre impegnata
a supportare concretamente la scena) conosciamo meglio questo
gruppo che da anni si sbatte su e giù per la Penisola e
rappresenta ormai un'istituzione del panorama punk italico.
Rude/Munnezza
- Come sta andando il vostro ultimo lavoro, "Old
Style", in termini di gradimento del pubblico e
della critica? |
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D - Tu hai suonato in
vari gruppi e, se non sbaglio, cronologicamente parlando sei
l'ultimo componente ad essere entrato negli FFD. Quali sono al
momento i tuoi impegni e le tue priorità?
R - In effetti io sono entrato negli FFD circa
due anni fa. ma ormai i brani li sento miei anche perché non
suonando di professione mi permetto di scegliere la musica e la
gente con cui suono
E non è poco.
Ora la prioritè sono gli FFD. Gli impegni crescono ogni giorno
che passa ma non da permetterci di dedicare il tempo pieno alla
band, sogno di tutti ma non credo indispensabile se si vuole
mantenere una certa indipendenza in tutti i sensi. Ci diamo da
fare tutti per la band, ognuno ha il suo compito
tutti per
uno e uno per tutti.
A me personalmente piace tenere i contatti con i kids, a volte
credo di prendere anche sul serio certe e-mail che mi arrivano ma
non so resistere, devo rispondere e lo faccio sempre
volentieri
Credo che è importante per chiunque faccia
musica mantenere un rapporto diretto, e non come fanno certi al
nostro livello che demandano ad altri: non c'è cosa più triste
del demandare ad altri il contatto diretto con chi apprezza la
tua musica
io mi sentirei offeso di questo. Devil invece
risponde sempre, magari con un po' di ritardo ma permettetemelo,
ricevo una vagonata di e-mail al giorno.
D - Vi è sempre
piaciuto mescolare vari sotto-generi: come definiresti a parole
la musica degli FFD?
R - Oi!SkaPunkRockSteadyEmoHardcore: credo che
la dice lunga, vero? In effetti è così, al Mono piace suonare
quello che gli viene in mente e chi ascolterà "Old
Style" se ne accorgerà. La cosa più bella è che suonare
negli FFD non impone regole stilistiche, sei libero di agire e di
muoverti all'interno della grande famiglia del punk.
D - Come per la musica,
anche i testi degli FFD sono molto vari, in quanto passano con
una certa naturalezza da argomenti piuttosto leggeri a tematiche
più delicate. Ci parli meglio di questa scelta?
R - La scelta è che la Musica deve essere un
mezzo per stare insieme, unirsi, divertirsi, ma non solo
A
volte bisogna anche pensare. Questo vogliono gli FFD, e credo che
lo spirito musicale che li muove venga fuori in questo senso.
C'è da dire che poi la vita è fatta di molte storie e gli FFD
raccontano la vita
la loro e anche di altri: a volte ci
sono storie allegre e spensierate e a volte invece tristi
legate ad avvenimenti politici che hanno caratterizzato e
caratterizzano la nostra esistenza
Per non dimenticare,
mai.
D - I cd degli FFD sono
sempre molto curati dal punto di vista grafico. Quanto è
importante per voi? Chi si occupa di quest'aspetto?
R - Diciamo che è importante per il fatto che i
kids ora guardano molto all'aspetto estetico
Io compravo
dei vinili con copertine impossibili, mi interessava l'incisione
e nemmeno tanto a livello qualitativo
Altri tempi.
Purtroppo viviamo nell'era dell'apparenza (che molte volte
inganna) e ci vuole anche la cura dell'immagine. Di questo se ne
occupa la Blitz Studio di Verona, che è poi collegata alla KOB
Records.
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D - Nel vostro ultimo album in studio, "Let's All Unite", in un brano compare come ospite Mauro Codeluppi: che legame avete con i Raw Power? Puoi darci una testimonianza o renderci partecipi di un ricordo personale che hai di Giuseppe? R - I Grandi Raw Power, bistrattati allora e anche adesso Portavano in giro l'hardcore italiano tra Europa e USA già dai primi anni '80. |
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Allora
erano bistrattati perché cantavano in inglese, ora
perché sono rimasti in pochi i fedelissimi del tempo ed
i nuovi kids nemmeno sanno chi sono e, non avvezzi a
certe sonorità, li liquidano con un semplice "fanno
cagare"
Comunque sono da sempre sulla strada e
questo gli fa onore. |
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D - Gli FFD sono uno dei
gruppi più longevi e seguiti del panorama punk italiano: sentite
la responsabilità di questo ruolo di primo piano, soprattutto
verso i fans più giovani?
R - Certo che la sentiamo, la sentiamo anche
verso i vecchi fans che purtroppo ci liquidano con un semplice
"venduti" solo perché abbiamo avuto delle possibilità
di farci notare su qualche media. Non è in tono polemico, ma
credo che l'unità di una scena è importante e gli FFD ci
tengono a questo e credo che più di una volta abbiamo dato atto
delle nostre intenzioni a non abbandonare nessuno per
strada
Sappiamo da dove veniamo e sappiamo dove vogliamo
andare, ma non sono certo sogni di rock'n'roll che
percorriamo
Se così fosse, allora abbiamo sbagliato
strada. Gli ideali che animavano la band al periodo dell'oi! sono
sempre gli stessi, siamo sempre Rude Boys anche se vestiamo in
giacca e cravatta, non ci siamo illusi di vivere nel mondo dei
balocchi e non è più l'abito a fare il monaco in questi anni di
confusione totale
Io personalmente cerco sempre di uscire
dal conformismo di cui anche il mondo anticonformista è pieno:
se non vesto da Rude Boy o da Punk Rocker non vuol dire che non
sono tale
Per fortuna chi mi conosce lo sa. Dicono:
"Punk nella testa, non nella cresta"
Ecco, gli
FFD sono così.
D - Parliamo della
fantomatica "scena italiana": cosa ti piace e cosa non
sopporti o non condividi? Ma esiste davvero una
"scena"?
R - Domandone da rischiatutto! La scena esiste,
potrebbe essere più unita ma non lo è. Il proverbio del
"chi fa per se fa per tre" è ormai noto anche nella
scena punk. Un tempo era meglio
molte volte volavano le
mani ma si era molto più uniti. Ora non si fa altro che detrarre
meriti agli altri non sapendo che quei meriti sono frutto di
sbattimenti e sacrifici ma soprattutto sono meriti che vanno ad
alimentare la scena tutta (parole sante - ndr). Io mi
batto per l'unità della scena da molto tempo, a volte mi cagano
e molte volte no
Molti mi chiedono una mano e non mi
aspetto che l'aiuto venga ricambiato, ma molte volte non mi
arriva nemmeno un grazie e poi vengo a sapere che mi parlano
anche dietro. Comunque vada non importa, anche perché qualcosa
di buono nella scena c'è
Prendiamo per esempio le fanzine
e i web-magazine
c'è gente che si fa un culo incredibile,
aiuta davvero la scena a crescere e lo fa senza una lira in
cambio
solo per pura passione. Tra le bands c'è ne sono
alcune che meritano davvero, ma non sono molte
ci vorrebbe
più umilta.
D - Facendo un passo
indietro e andando ad una dimensione più locale: cosa ci dici
della vostra zone (Parma, Reggio Emilia e dintorni) in relazione
al punk rock? Locali, gruppi, movimento in generale, ecc
R - Qui? Troppi sogni di rock'n'roll
troppe cover band. Qualche buona band c'è, ma è sempre la
solita storia, chissa perché a livello locale vigono sempre le
leggi dell'invidia e del rancore
Tirare merda sugli
altri
questo succede dappertutto a livello locale. Comunque
la scena è attiva e sta ricrescendo spaziando dal punk rock dei
Valentines ai Likety-Split di Bologna, allo street-punk dei
Rotten BOi!s all'oi! dei Balordi e Gioventù violenta di Parma,
ai Teenage Allstars di Fidenza, alle Mele Marce di Scandiano,
Natural Born Drinkers di Mantova, ai Deadwalk! di Cremona, ai
Mannix e gli Stinking Polecats di Piacenza e poi davvero tante
altre bands di cui ora mi sfuggono i nomi (scusatemi!). Non ci si
può lamentare, se non fosse che per suonare i posti scarseggiano
e come ben sappiamo tutti i centri sociali, meta ambita per le
punk bands, sono sempre meno
dalle nostre parti poi non ne
parliamo, per fortuna a Parma abbiamo il "Mario Lupo" e
l'"Onirica" che organizzano concerti.
D - Incidete da tempo
per KOB Records: come sono i rapporti con la vostra etichetta?
Siete soddisfatti del lavoro che fanno per voi? Riguardo
l'organizzazione dei concerti, vi affidate ad agenzie o fate
tutto da soli?
R - Beh, che dire di Enrico e della KOB? Nulla,
altrimenti ci caccia a casa di filato
! A parte gli scherzi,
diciamo che fanno quel che possono con quel che hanno, non sono
una major e non hanno la cassaforte di Zio Paperone. Noi speriamo
solo che le vendite e la visibilità delgi FFD facciano bene
all'etichetta e porti avanti anche le altre bands che produce,
non siamo assolutamente gelosi di nulla e nessuno
Vorremmo
che tutti abbiano il loro spazio, noi compresi
Vorremmo
più unità tra le bands all'interno della stessa etichetta,
altrimenti faremmo una guerra tra poveri che non gioverebbe a
nessuno.
Per le date se ne occupa la Blitz Studio dove ci sono i due
Andrea che ci organizzano le date, qualcuna la troviamo anche noi
in privato
amici di vecchia data a cui non possiamo dire
no
Siamo anche economici se è questo che volete sapere.
D - Qualcuno di voi è
straight edge?! Eh eh
scherzi a parte, non credi che ci
siano un po' troppi riferimenti alla birra in "Old
Style"?
R - La birra? Troppo buona, se non ci fosse
chissa come faremmo
Mah?! Il nostro idolo è Homer Simpson e
la sua Birra Duff.
D - In "Non abbiamo
bisogno di voi" l'accusa è precisa: ci dici la tua opinione
sull'argomento?
R - E' il brano più discusso di "Old
Style", comparve sempre in "Ridere Di Rabbia" del
'97 ed era un brano contro la nuova moda del punk lanciata dai
Green Day
Per carità, io non ho scritto quel brano, non
ero nella band, ma credo che rispecchiasse l'opinione di ragazzi
che credevano nel punk come una cosa intoccabile e fuori dal
business
Non discuto le ragioni attuali e non voglio
assolvere nessuno, ma credo che se non ci fossero stati i Green
Day forse il punk non sarebbe risorto e molte bands che hanno
beneficiato di quel periodo di rinascita ora non ci sarebbero.
Sono certo che qualcuno direbbe che sarebbe stato meglio così,
ma sono davvero in molti che hanno avuto la possibilità di
conoscere il punk ed approfondire le loro conoscenze sino ad
arrivare in un viaggio a ritroso ai magnifici Ramones e non
solo
Se i Green Day sono serviti per far riscoprire delle
perle perdute allora credo che quel brano ora non avrebbe
senso
Ma resta sempre e comunque la storia musicale degli
FFD e la storia non si può e non si deve rinnegarla mai
E'
stato un atto di coraggio inserire nella track list anche
"Non abbiamo bisogno di voi", non credi?
D - Sì, sono completamente d'accordo con quello che dici. Parlando invece di "La classe non li vuole": chi sono i destinatari del messaggio di questa canzone? R - Dai vostri bei salotti emanate un brutto odore Reazionari nella mente e borghesi dentro il cuore Tra un pasticcino e un tè vi create i vostri miti Ma poi non capite che siete solo parassiti Siete pseudo intellettuali patetici e arroganti Ma la cosa che preoccupa è che oggi siete tanti Ma la classe non li vuole i ribelli come voi, dai quartieri marcerà nella lotta insieme a voi. Vi piace divagare di cultura, psiche o ambiente Solo per pavoneggiarvi che non ve ne frega niente E di film non ne guardate se non sono tutti d'essai E di vostri viaggi assurdi di pasticche e di Baudelaire. Chi di voi poi fa il ribelle è nei fatti già smentito D'altra parte vuole solo l'hashish garantito Già vi vedo numerosi ma dall'altra barricata Difendendo i privilegi della nostra rabbia armata. Secondo te? |
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D - "Politiche
'96": dopo un paio di anni di governo delle destre,
condividi l'appello all'anarchia "(in)consapevole" che
propugna(va) quel pezzo?
R - Rileggendolo sì. Io vado a votare per
dovere civico e per rispetto di coloro che ci hanno conquistato
questo diritto di poter dire la nostra in merito ad argomenti che
ci riguardano
Ma molte volte son stato li li per non
andarci. Comunque condivido e rispetto la scelta consapevole di
chi non vota, ma non ammetto chi liquida tutto con un semplice
"me ne vado al mare": questa io la chiamo ignoranza e
mancanza di rispetto anche verso se stessi
Chi non ha
votato per l'Articolo 18 non si rende conto ma gli tornerà
indietro come un boomerang, e bisogna solo sperare che non
colpisca forte
Io di prendere in testa i boomerang di altri
non ne ho voglia.
D - In "Old
Style" coverizzate brani di Bob Marley, Nabat e Business. Ci
racconti le tue passioni musicali? Quelle attuali e quelle che ti
hanno formato nel corso della tua vita
R - Bob Marley lo si doveva ricordare a
vent'anni dalla sua scomparsa, era un grande e lo resterà sempre
per la sua musica e per le sue idee che hanno sollevato un
polpolo intero. I Nabat e The Business sono quelle bands che
hanno formato molti kids, insieme ad Angelic Upstrats, 4Skins,
Klasse Kriminale, Clash, Ramones, Radio Birdman, Sham 69, Dead
Kennedys, D.O.A, Suicidal Tendencies, Nerorgasmo, Social
Distorsion, Descendents, i grandiosi Husker Du
e
continuerei all'infinito
Io ho una cultura prima da
musicista e come tale sono stato abituato ad ascoltare di tutto,
dal jazz al crust, certo che ho delle preferenze che trovi nelle
bands che ho citato, ma direi che il mio primo amore sono stati
gli Iron Maiden, Led Zeppelin e Ramones
Un po' agli
antipodi, ma diciamo che ho preso le ciliegine sulla torta. Ora i
miei ascolti spaziano dal punk rock (Zeke, New Bomb Turks,
Briefs, The Stiches
) allo ska & rocksteady (Slakers,
Ska-J, Skaferlatine, 8°6 Crew
), poi mi hanno preso bene i
Real McKenzies, Mighty Mighty Bosstones e Voodoo Glow
Skulls
Degli italiani direi Derozer, Persiana Jones, Banda
Bassotti, Peawees
ma anche altri.
D - Riusciresti a fare
un veloce bilancio parziale della tua avventura negli FFD,
dicendoci il punto più alto e quello più basso toccato in
questo periodo?
R - Non faccio mai dei bilanci, preferisco
vivere alla giornata, prendere il bello e cattivo tempo
Certo che ora che il Mono è apposto ci si diverte di più
Spero che ogni volta sia il momento down che diventa up
è
tutto molto bello.
D - Oltre ad occuparti
di musica, cosa fai nella vita?
R - Faccio il tecnico per una azienda
illuminotecnica
"Anche l'operaio vuole il figlio
dottore", cantava così Pietrangeli in "Contessa".
Ma come dicevo prima l'importante è non dimenticare mai le
proprie origini, aver voglia di crescere nella vita non vuol dire
rinnegare gli ideali ed il punk è nella testa, non nella cresta.
D - Siamo al termine di
questa chiacchierata, perciò concludiamo in maniera classica con
gli immancabili progetti per il futuro
R - Cosa farò/faremo da grande/i? Beh,
vediamo
Continuare a fare quello che faccio con lo stesso
entusiasmo di adesso, suonare con gli FFD e poter incontrare
tutti coloro con cui parlo per e-mail ormai da anni e di cui non
ho un volto da associare
persone con cui parlo volentieri e
che molto volentieri conoscerei. Con gli FFD uscirà su
compilation un nuovo brano inedito dove a suonare ci siamo io, il
Cocco e Ciffo
Nel 2004 il nuovo cd e speriamo tante date e
tante storie da raccontare.
Grazie di tutto, davvero di tutto. Ci vediamo sulla strada
(a cura di rude)
Contatti:
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