FFD

(7/7/2003)
di rude

Tramite le parole del batterista Devil (persona fantastica sempre impegnata a supportare concretamente la scena) conosciamo meglio questo gruppo che da anni si sbatte su e giù per la Penisola e rappresenta ormai un'istituzione del panorama punk italico.

Rude/Munnezza - Come sta andando il vostro ultimo lavoro, "Old Style", in termini di gradimento del pubblico e della critica?
Devil@FFD -
Davvero bene a quanto pare… lenta ma inesorabile la sua ascesa. Del resto si sta parlando non di un cd "ex novo" ma di una raccolta che racchiude ben dieci anni di storia degli FFD per un totale di 24 brani (sono in molti a non sapere che gli FFD esistono da dieci anni). In più c'è il riarrangiamento de "La ragazza dei quartieri alti" uscita originariamente sull'lp "Ridere Di Rabbia" del 1997 sotto etichetta Skooter Records, poi divenuta KOB Records, e la cover di "Is this love" del grande Bob Marley. Con questo brano abbiamo voluto ricordare i vent'anni della sua scomparsa e soprattutto la sua grande personalità non solo musicale. Inoltre nel cd c'è la traccia video de "La ragazza dei quartieri alti".


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D - Tu hai suonato in vari gruppi e, se non sbaglio, cronologicamente parlando sei l'ultimo componente ad essere entrato negli FFD. Quali sono al momento i tuoi impegni e le tue priorità?
R - In effetti io sono entrato negli FFD circa due anni fa. ma ormai i brani li sento miei anche perché non suonando di professione mi permetto di scegliere la musica e la gente con cui suono… E non è poco.
Ora la prioritè sono gli FFD. Gli impegni crescono ogni giorno che passa ma non da permetterci di dedicare il tempo pieno alla band, sogno di tutti ma non credo indispensabile se si vuole mantenere una certa indipendenza in tutti i sensi. Ci diamo da fare tutti per la band, ognuno ha il suo compito… tutti per uno e uno per tutti.
A me personalmente piace tenere i contatti con i kids, a volte credo di prendere anche sul serio certe e-mail che mi arrivano ma non so resistere, devo rispondere e lo faccio sempre volentieri… Credo che è importante per chiunque faccia musica mantenere un rapporto diretto, e non come fanno certi al nostro livello che demandano ad altri: non c'è cosa più triste del demandare ad altri il contatto diretto con chi apprezza la tua musica… io mi sentirei offeso di questo. Devil invece risponde sempre, magari con un po' di ritardo ma permettetemelo, ricevo una vagonata di e-mail al giorno.

D - Vi è sempre piaciuto mescolare vari sotto-generi: come definiresti a parole la musica degli FFD?
R - Oi!SkaPunkRockSteadyEmoHardcore: credo che la dice lunga, vero? In effetti è così, al Mono piace suonare quello che gli viene in mente e chi ascolterà "Old Style" se ne accorgerà. La cosa più bella è che suonare negli FFD non impone regole stilistiche, sei libero di agire e di muoverti all'interno della grande famiglia del punk.

D - Come per la musica, anche i testi degli FFD sono molto vari, in quanto passano con una certa naturalezza da argomenti piuttosto leggeri a tematiche più delicate. Ci parli meglio di questa scelta?
R - La scelta è che la Musica deve essere un mezzo per stare insieme, unirsi, divertirsi, ma non solo… A volte bisogna anche pensare. Questo vogliono gli FFD, e credo che lo spirito musicale che li muove venga fuori in questo senso. C'è da dire che poi la vita è fatta di molte storie e gli FFD raccontano la vita… la loro e anche di altri: a volte ci sono storie allegre e spensierate e a volte invece tristi… legate ad avvenimenti politici che hanno caratterizzato e caratterizzano la nostra esistenza… Per non dimenticare, mai.

D - I cd degli FFD sono sempre molto curati dal punto di vista grafico. Quanto è importante per voi? Chi si occupa di quest'aspetto?
R - Diciamo che è importante per il fatto che i kids ora guardano molto all'aspetto estetico… Io compravo dei vinili con copertine impossibili, mi interessava l'incisione e nemmeno tanto a livello qualitativo… Altri tempi. Purtroppo viviamo nell'era dell'apparenza (che molte volte inganna) e ci vuole anche la cura dell'immagine. Di questo se ne occupa la Blitz Studio di Verona, che è poi collegata alla KOB Records.

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D - Nel vostro ultimo album in studio, "Let's All Unite", in un brano compare come ospite Mauro Codeluppi: che legame avete con i Raw Power? Puoi darci una testimonianza o renderci partecipi di un ricordo personale che hai di Giuseppe?
R - I Grandi Raw Power, bistrattati allora e anche adesso… Portavano in giro l'hardcore italiano tra Europa e USA già dai primi anni '80.

Allora erano bistrattati perché cantavano in inglese, ora perché sono rimasti in pochi i fedelissimi del tempo ed i nuovi kids nemmeno sanno chi sono e, non avvezzi a certe sonorità, li liquidano con un semplice "fanno cagare"… Comunque sono da sempre sulla strada e questo gli fa onore.
Di Paco? Ricordo che era sempre cordiale con tutti, era fiero e non avrebbe cambiato una virgola della sua musica, non era un virtuoso della chitarra ma era una bestia da palco che ora manca tanto a tutti noi… Un grazie a Mauro che nonostante la mancanza continua a portare avanti la band: "Raw Power Will Never Die!".

D - Gli FFD sono uno dei gruppi più longevi e seguiti del panorama punk italiano: sentite la responsabilità di questo ruolo di primo piano, soprattutto verso i fans più giovani?
R - Certo che la sentiamo, la sentiamo anche verso i vecchi fans che purtroppo ci liquidano con un semplice "venduti" solo perché abbiamo avuto delle possibilità di farci notare su qualche media. Non è in tono polemico, ma credo che l'unità di una scena è importante e gli FFD ci tengono a questo e credo che più di una volta abbiamo dato atto delle nostre intenzioni a non abbandonare nessuno per strada… Sappiamo da dove veniamo e sappiamo dove vogliamo andare, ma non sono certo sogni di rock'n'roll che percorriamo… Se così fosse, allora abbiamo sbagliato strada. Gli ideali che animavano la band al periodo dell'oi! sono sempre gli stessi, siamo sempre Rude Boys anche se vestiamo in giacca e cravatta, non ci siamo illusi di vivere nel mondo dei balocchi e non è più l'abito a fare il monaco in questi anni di confusione totale… Io personalmente cerco sempre di uscire dal conformismo di cui anche il mondo anticonformista è pieno: se non vesto da Rude Boy o da Punk Rocker non vuol dire che non sono tale… Per fortuna chi mi conosce lo sa. Dicono: "Punk nella testa, non nella cresta"… Ecco, gli FFD sono così.

D - Parliamo della fantomatica "scena italiana": cosa ti piace e cosa non sopporti o non condividi? Ma esiste davvero una "scena"?
R - Domandone da rischiatutto! La scena esiste, potrebbe essere più unita ma non lo è. Il proverbio del "chi fa per se fa per tre" è ormai noto anche nella scena punk. Un tempo era meglio… molte volte volavano le mani ma si era molto più uniti. Ora non si fa altro che detrarre meriti agli altri non sapendo che quei meriti sono frutto di sbattimenti e sacrifici ma soprattutto sono meriti che vanno ad alimentare la scena tutta (parole sante - ndr). Io mi batto per l'unità della scena da molto tempo, a volte mi cagano e molte volte no… Molti mi chiedono una mano e non mi aspetto che l'aiuto venga ricambiato, ma molte volte non mi arriva nemmeno un grazie e poi vengo a sapere che mi parlano anche dietro. Comunque vada non importa, anche perché qualcosa di buono nella scena c'è… Prendiamo per esempio le fanzine e i web-magazine… c'è gente che si fa un culo incredibile, aiuta davvero la scena a crescere e lo fa senza una lira in cambio… solo per pura passione. Tra le bands c'è ne sono alcune che meritano davvero, ma non sono molte… ci vorrebbe più umilta.

D - Facendo un passo indietro e andando ad una dimensione più locale: cosa ci dici della vostra zone (Parma, Reggio Emilia e dintorni) in relazione al punk rock? Locali, gruppi, movimento in generale, ecc…
R - Qui? Troppi sogni di rock'n'roll… troppe cover band. Qualche buona band c'è, ma è sempre la solita storia, chissa perché a livello locale vigono sempre le leggi dell'invidia e del rancore… Tirare merda sugli altri… questo succede dappertutto a livello locale. Comunque la scena è attiva e sta ricrescendo spaziando dal punk rock dei Valentines ai Likety-Split di Bologna, allo street-punk dei Rotten BOi!s all'oi! dei Balordi e Gioventù violenta di Parma, ai Teenage Allstars di Fidenza, alle Mele Marce di Scandiano, Natural Born Drinkers di Mantova, ai Deadwalk! di Cremona, ai Mannix e gli Stinking Polecats di Piacenza e poi davvero tante altre bands di cui ora mi sfuggono i nomi (scusatemi!). Non ci si può lamentare, se non fosse che per suonare i posti scarseggiano e come ben sappiamo tutti i centri sociali, meta ambita per le punk bands, sono sempre meno… dalle nostre parti poi non ne parliamo, per fortuna a Parma abbiamo il "Mario Lupo" e l'"Onirica" che organizzano concerti.

D - Incidete da tempo per KOB Records: come sono i rapporti con la vostra etichetta? Siete soddisfatti del lavoro che fanno per voi? Riguardo l'organizzazione dei concerti, vi affidate ad agenzie o fate tutto da soli?
R - Beh, che dire di Enrico e della KOB? Nulla, altrimenti ci caccia a casa di filato…! A parte gli scherzi, diciamo che fanno quel che possono con quel che hanno, non sono una major e non hanno la cassaforte di Zio Paperone. Noi speriamo solo che le vendite e la visibilità delgi FFD facciano bene all'etichetta e porti avanti anche le altre bands che produce, non siamo assolutamente gelosi di nulla e nessuno… Vorremmo che tutti abbiano il loro spazio, noi compresi… Vorremmo più unità tra le bands all'interno della stessa etichetta, altrimenti faremmo una guerra tra poveri che non gioverebbe a nessuno.
Per le date se ne occupa la Blitz Studio dove ci sono i due Andrea che ci organizzano le date, qualcuna la troviamo anche noi in privato… amici di vecchia data a cui non possiamo dire no… Siamo anche economici se è questo che volete sapere.

D - Qualcuno di voi è straight edge?! Eh eh… scherzi a parte, non credi che ci siano un po' troppi riferimenti alla birra in "Old Style"?
R - La birra? Troppo buona, se non ci fosse chissa come faremmo…Mah?! Il nostro idolo è Homer Simpson e la sua Birra Duff.

D - In "Non abbiamo bisogno di voi" l'accusa è precisa: ci dici la tua opinione sull'argomento?
R - E' il brano più discusso di "Old Style", comparve sempre in "Ridere Di Rabbia" del '97 ed era un brano contro la nuova moda del punk lanciata dai Green Day… Per carità, io non ho scritto quel brano, non ero nella band, ma credo che rispecchiasse l'opinione di ragazzi che credevano nel punk come una cosa intoccabile e fuori dal business… Non discuto le ragioni attuali e non voglio assolvere nessuno, ma credo che se non ci fossero stati i Green Day forse il punk non sarebbe risorto e molte bands che hanno beneficiato di quel periodo di rinascita ora non ci sarebbero. Sono certo che qualcuno direbbe che sarebbe stato meglio così, ma sono davvero in molti che hanno avuto la possibilità di conoscere il punk ed approfondire le loro conoscenze sino ad arrivare in un viaggio a ritroso ai magnifici Ramones e non solo… Se i Green Day sono serviti per far riscoprire delle perle perdute allora credo che quel brano ora non avrebbe senso… Ma resta sempre e comunque la storia musicale degli FFD e la storia non si può e non si deve rinnegarla mai… E' stato un atto di coraggio inserire nella track list anche "Non abbiamo bisogno di voi", non credi?

D - Sì, sono completamente d'accordo con quello che dici.
Parlando invece di "La classe non li vuole": chi sono i destinatari del messaggio di questa canzone?
R - Dai vostri bei salotti emanate un brutto odore
Reazionari nella mente e borghesi dentro il cuore
Tra un pasticcino e un tè vi create i vostri miti
Ma poi non capite che siete solo parassiti

Siete pseudo intellettuali patetici e arroganti
Ma la cosa che preoccupa è che oggi siete tanti

Ma la classe non li vuole i ribelli come voi,
dai quartieri marcerà nella lotta insieme a voi.

Vi piace divagare di cultura, psiche o ambiente
Solo per pavoneggiarvi che non ve ne frega niente
E di film non ne guardate se non sono tutti d'essai
E di vostri viaggi assurdi di pasticche e di Baudelaire.

Chi di voi poi fa il ribelle è nei fatti già smentito
D'altra parte vuole solo l'hashish garantito
Già vi vedo numerosi ma dall'altra barricata
Difendendo i privilegi della nostra rabbia armata.


Secondo te?

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D - "Politiche '96": dopo un paio di anni di governo delle destre, condividi l'appello all'anarchia "(in)consapevole" che propugna(va) quel pezzo?
R - Rileggendolo sì. Io vado a votare per dovere civico e per rispetto di coloro che ci hanno conquistato questo diritto di poter dire la nostra in merito ad argomenti che ci riguardano… Ma molte volte son stato li li per non andarci. Comunque condivido e rispetto la scelta consapevole di chi non vota, ma non ammetto chi liquida tutto con un semplice "me ne vado al mare": questa io la chiamo ignoranza e mancanza di rispetto anche verso se stessi… Chi non ha votato per l'Articolo 18 non si rende conto ma gli tornerà indietro come un boomerang, e bisogna solo sperare che non colpisca forte… Io di prendere in testa i boomerang di altri non ne ho voglia.

D - In "Old Style" coverizzate brani di Bob Marley, Nabat e Business. Ci racconti le tue passioni musicali? Quelle attuali e quelle che ti hanno formato nel corso della tua vita…
R - Bob Marley lo si doveva ricordare a vent'anni dalla sua scomparsa, era un grande e lo resterà sempre per la sua musica e per le sue idee che hanno sollevato un polpolo intero. I Nabat e The Business sono quelle bands che hanno formato molti kids, insieme ad Angelic Upstrats, 4Skins, Klasse Kriminale, Clash, Ramones, Radio Birdman, Sham 69, Dead Kennedys, D.O.A, Suicidal Tendencies, Nerorgasmo, Social Distorsion, Descendents, i grandiosi Husker Du… e continuerei all'infinito… Io ho una cultura prima da musicista e come tale sono stato abituato ad ascoltare di tutto, dal jazz al crust, certo che ho delle preferenze che trovi nelle bands che ho citato, ma direi che il mio primo amore sono stati gli Iron Maiden, Led Zeppelin e Ramones… Un po' agli antipodi, ma diciamo che ho preso le ciliegine sulla torta. Ora i miei ascolti spaziano dal punk rock (Zeke, New Bomb Turks, Briefs, The Stiches…) allo ska & rocksteady (Slakers, Ska-J, Skaferlatine, 8°6 Crew…), poi mi hanno preso bene i Real McKenzies, Mighty Mighty Bosstones e Voodoo Glow Skulls… Degli italiani direi Derozer, Persiana Jones, Banda Bassotti, Peawees… ma anche altri.

D - Riusciresti a fare un veloce bilancio parziale della tua avventura negli FFD, dicendoci il punto più alto e quello più basso toccato in questo periodo?
R - Non faccio mai dei bilanci, preferisco vivere alla giornata, prendere il bello e cattivo tempo… Certo che ora che il Mono è apposto ci si diverte di più… Spero che ogni volta sia il momento down che diventa up… è tutto molto bello.

D - Oltre ad occuparti di musica, cosa fai nella vita?
R - Faccio il tecnico per una azienda illuminotecnica… "Anche l'operaio vuole il figlio dottore", cantava così Pietrangeli in "Contessa". Ma come dicevo prima l'importante è non dimenticare mai le proprie origini, aver voglia di crescere nella vita non vuol dire rinnegare gli ideali ed il punk è nella testa, non nella cresta.

D - Siamo al termine di questa chiacchierata, perciò concludiamo in maniera classica con gli immancabili progetti per il futuro…
R - Cosa farò/faremo da grande/i? Beh, vediamo… Continuare a fare quello che faccio con lo stesso entusiasmo di adesso, suonare con gli FFD e poter incontrare tutti coloro con cui parlo per e-mail ormai da anni e di cui non ho un volto da associare… persone con cui parlo volentieri e che molto volentieri conoscerei. Con gli FFD uscirà su compilation un nuovo brano inedito dove a suonare ci siamo io, il Cocco e Ciffo… Nel 2004 il nuovo cd e speriamo tante date e tante storie da raccontare.
Grazie di tutto, davvero di tutto. Ci vediamo sulla strada…


(a cura di rude)


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