Desert City Soundtrack

(5/5/2004)
di aob

Con il loro ultimo, bellissimo, album "Funeral Car", i Desert City Soundtrack si sono guadagnati di diritto un ruolo di primo piano nella rinnovata scuderia della Deep Elm.
Insomma, non potevamo non intervistare questa per certi versi misteriosa formazione dell'Oregon, che nel giro di qualche anno si è affermata nel giro indie americano. Abbiamo interrogato il cantante e chitarrista Matt Carrillo…


AOB - Il vostro ultimo album mi è piaciuto moltissimo, non a caso è finito nella mia playlist del 2003. Secondo il vostro punto di vista quali sono le differenze più evidenti tra l'ep "Contents Of Distraction" e "Funeral Car"?


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Matt Carrillo@Desert City Soundtrack - "Funeral Car" possiede più varietà, anche se alcune delle canzoni più dolci sono addirittura più vecchie delle canzoni di "Contents Of Distraction". Ad ogni modo, come band abbiamo avuto l'opportunità di suonare molto di più e siamo cresciuti sia dal punto di vista della scrittura sia per quanto riguarda le capacità esecutive. La musica e le parole fluiscono più facilmente via via che suoniamo insieme, e al tempo dell'ep non potevamo provare e fare concerti spesso. Perlomeno non quanto avremmo voluto e quanto, per fortuna, riusciamo a fare adesso.

D - Vi da fastidio essere etichettati come una "emo band"? Credete che questa definizione possa descrivere bene la vostra musica?
R - Chiamala come vuoi. Noi non ci definiamo emo, ma non abbiamo la possibilità di impedire ad ogni singola persona di definirci come meglio crede. Comunque non c'importa. Certo, siamo su un'etichetta che ha pubblicato gli "Emo Diaries", per cui era scontato che dovevamo aspettarci di poter essere catalogati, almeno occasionalmente, come un gruppo emo.

Matt Carrillo @ Desert City Soundtrack

D - "Desert City Soundtrack": spiegateci l'origine del vostro nome.
R - Ero a San Diego ad ascoltare gli Ida, e il resto viene da sè.

D - Perché in "Funeral Car" ci sono così tanti riferimenti alla morte?
R -
Ogni persona ha un pallino. E poi parlare di morte va piuttosto di moda. Ormai lo fanno tutti.

D - C'è un messaggio particolare che cercate di mandare con i vostri testi, magari nascondendolo dietro delle metafore?
R - Tieni la testa alta e fissa il sole… alla salute!

D - Quali sono le bands che vi hanno spinto a suonare o che, comunque, vi hanno influenzato in qualche maniera?
R -
Sono davvero un sacco i gruppi che, crescendo, ci hanno influenzato… Alcuni dei più conosciuti, e che noi Desert City Soundtrack abbiamo in comune come riferimenti artistici, sono Nirvana, Pixies e Cure.

D - Un disco in particolare che ti ha cambiato la vita?
R -
I dischi delle tre bands appena menzionate.

D - Di solito, che generi musicali ascolti?
R - Siccome sto rispondendo a nome dell'intera band, ti dico che quando siamo in giro con il furgone ascoltiamo ogni cd che ci danno sulla strada, oltre ad Astor Piazzola, Foo Fighters, i dischi jazz della Blue Note, Hayden, Red House Painters, Cursive… sono troppi per elencarli tutti.

D - In questo momento cosa c'è nel tuo stereo?
M - Ci sono i My Morning Jacket.

Desert City Soundtrack

D - Voi siete di Portland, Oregon. Dicci qualcosa circa la vostra scena punk, hardcore e indie locale…
R - Portland ha una scena sempre in fermento e molto variegata, che assicura un ottimo supporto alle bands.

Desert City Soundtrack

D - Come vi sentite a far parte della Deep Elm Records? Quali tra le sue formazioni stimate maggiormente?
R - La Deep Elm è una label fantastica: non ci ha fatto che del bene. Tra i suoi gruppi ci piacciono David Singer, Lewis, Logh, Red Animal War, Appleseed Cast, Benton Falls, Settlefish, Drive 'Til Morning. Inoltre, noi abbiamo presentato ai ragazzi della Deep Elm una delle nuove bands del loro roster, i Clair De Lune di Minneapolis.

D - Vi interessate di politica? Voterete in occasione delle prossime elezioni presidenziali?
R - Fotti Bush e fotti la guerra. Certo che andremo a votare.

 

D - Per caso state già preparando un nuovo album?
R -
Sì, lo stiamo scrivendo proprio in questi giorni.

D - Cosa mi dici dei Settlefish? Li conoscete personalmente?
R - I Settlefish sono cari amici. Abbiamo fatto un tour negli USA insieme l'anno scorso a marzo, in occasione del festival itinerante contro il suicidio organizzato dalla Deep Elm, "Too Young To Die". Grandi ragazzi, e grandi musicisti. Oltretutto, a giugno uscirà un nostro split-cd a tre con loro e con gli svedesi Sounds Like Violence.

D - Quando verrete a suonare in Italia?

Caitlin Love @ Desert City Soundtrack

R - Abbiamo l'intenzione di venire al più presto. Stiamo provando ad organizzarci per il prossimo autunno.

 
(a cura di aob)


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