Cubre

(22/6/2004)
di Franz

Probabilmente, oggi, il miglior gruppo estremo d'Italia: due chiacchiere con Sylus, bassista (e non solo…) dei Cubre!

Nuovo disco

Franz - Come sta andando il lavoro? Da quanto tempo ci state lavorando? Quando esce?
Sylus@Cubre -
E' ormai un anno che siamo concentrati sul nuovo full length, direi che siamo a buon punto… Al momento stiamo componendo l'ultimo dei brani che ci eravamo prefissati di registrare. Andremo in studio in autunno e prevedo che la sua uscita avvenga non prima della primavera futura.

D - Qualche anteprima sull'atmosfera che respireremo? Contenti dei nuovi pezzi? Chi scrive musiche e testi? Come funziona il "processo creativo"? Fate musica molto "complessa"… chi è il pazzo che la crea? Tutti assieme? Ed i testi, adesso che c'è Berto? A livello cantato ci dobbiamo aspettare una grossa rivoluzione?
R -
I pezzi nuovi risultano sicuramente più elaborati rispetto ad "Our Tangled Soul" (
recensione), sia nella struttura ritmica che nel "rifferama", senza variare la nostra attitudine che è quella di fare musica ad alto impatto sonoro ed emotivo prima di tutto per noi stessi, in quanto tutte le canzoni che componiamo devono per prima cosa provocarci un fluire massiccio di adrenalina nel momento in cui le suoniamo.

  Cubre

Le musiche le componiamo e sviluppiamo - chi più chi meno - sempre assieme. Questa volta, diversamente dal passato, anche i testi ed il modo di cantare saranno una componente più collettiva, sia a livello di contenuti che di "musicalità". Non aspettatevi grosse rivoluzioni sotto questo punto di vista, la scelta di prendere Berto ai tempi fu operata per mantenere il più possibile inalterato il mood abrasivo dei Cubre.

D - Cambiato messaggio? Cambiati contenuti?
R - A dire il vero non ci siamo mai posti il problema di divulgare un messaggio o suggerire uno stile di vita in particolare. Non fa parte del nostro carattere. Il più delle volte osserviamo ciò che ci accade nella vita di tutti i giorni, i comportamenti, le problematiche… ognuno poi trae le conclusioni e propone la sua soluzioni secondo la sua coscienza.

D - Studiate i vostri strumenti? Si può fare musica così "difficile" essendo autodidatti? O basta suonare il più possibile?
R - Noi siamo praticamente autodidatti anche se ogni tanto, a turno, sentiamo il bisogno di rapportarci con dei musicisti nel vero senso della parola… questo ti da la possibilità di crescere ed imparare delle tecniche molto più rapidamente. L'istinto e la pratica sono poi, naturalmente, componenti fondamentali.

D - Qualcosa in più rispetto a "Our Tangled Soul"? Più tempo per registrarlo? Più soldi per registrarlo? Qualcosa in meno? Meno preciso?
R - Bèh, la situazione ideale sarebbe riuscire ad avere più soldi ed impiegarci meno tempo per produrlo rispetto a quanto fatto in precedenza, ma quando ti imbarchi in queste cose sai quando inizi ma non sai mai quando e come finisci. A parte gli scherzi, la nostra priorità è fare un disco che ci soddisfi appieno; coi tempi che corrono ci sentiamo dei privilegiati ad avere una alternativa così stimolante alla triste routine lavorativa in cui ci caliamo per la maggior parte della nostra giornata. E' soprattutto per questo che vogliamo che tutto sia fatto al meglio delle nostre possibilità… fosse questa l'ultima cosa che facciamo!

Cubre

D - A quando un album di remix estremi… o qualche "campione" modello Fear Factory? Secondo me la vostra musica si presterebbe a certi interventi elettronici.
R - Chi lo sa, bisognerebbe provare. In testa abbiamo mille idee che soprattutto per ragioni di tempo non iniziamo neanche ad affrontare, questa potrebbe essere una delle tante.

D - La canzone che ha fatto qualcun altro in questo periodo e che vorreste aver fatto voi proprio per questo album?
R - Forse una qualunque dei Neurosis di "Through Silver In Blood", anche se non è proprio di questo periodo…

D - Ma con chi ce l'avete?!
R - Soprattutto con tutti quelli che non riescono ad andare oltre se stessi nel modo di pensare e di agire quotidiano: gli egoisti!

La forma

D - Curate molto anche la confezione… sono dettagli? Non pensi che spesso siano queste le cose che mancano al "disco medio italiano"?
Per noi l'artwork deve già da solo rendere l'idea della musica che è contenuta nel cd, un po' come mettere il sonoro ad un quadro o ad una immagine e viceversa… anche se possiedo ottimi dischi con un artwork tutto sommato orripilante. Al "disco medio italiano" a volte sarebbe già buono se mancasse solo un buon artwork…

D - Vale la pena dedicare tempo e soldi anche al Web?
R -
Certo, nei limiti del possibile, ed ormai vedo che è pratica diffusa tra le bands. Anche in prospettiva, nel prossimo futuro, di diminuire i costi di produzione divulgando canzoni e video a bassa/media fedeltà via Internet. Noi stiamo lavorando anche in questa direzione. Decreti legge permettendo.

I live

D - Come va in Italia, si suona? E all'estero, per quel che avete visto? Grosse differenze con i nostri palchi? Gente diversa?
R - In Italia c'è poca audience per un genere come il nostro. Il rapporto tra chi suona e ascolta in alcuni casi risulta quasi alla pari, con tutti i sentimenti e le problematiche che ne derivano. Quando partiamo dalla nostra sala prove non siamo mai sicuri di trovare un pubblico nel locale in cui suoneremo quella sera, a volta va anche a fortuna. All'estero sembrerebbe che vada meglio, soprattutto nel Nord Europa per l'organizzazione e all'Est per la voglia di divertirsi… Ma queste sono mie impressioni, bisognerebbe calarsi maggiormente nelle diverse realtà per capire meglio. Anche qui da noi capita di imbattersi in concerti indimenticabili.

Cubre

D - Cosa manca al pubblico italiano per essere un buon pubblico?
R - L'indipendenza di pensiero, l'approfondimento, si è troppo condizionati e massificati dai media in generale.

D - E al locale italiano?
R - La voglia di rischiare e di mettersi in gioco per portare avanti un discorso musicale che vada al di là del guadagno di una sera soltanto… e spesso la conoscenza della materia.

D - Sono più i momenti dove dite: "Basta, molliamo!", o quelli dove dite: "Che figata!"?
R - I primi battono i secondi 10 a 1, ma solo a parole… al momento per noi è impensabile fare a meno dei Cubre.

Cubre I bilanci e le motivazioni

D - Ma chi ve lo fa fare?!
R - …Bella domanda.

D - Soddisfatti di quello che avete fatto/raggiunto?
R - Tutto sommato sì. Come molti altri, quando iniziammo a suonare non pensavamo di fare quello che abbiamo fatto, così come guardandoci indietro sappiamo che in alcune situazioni avremmo potuto agire diversamente. Banale, ma è così.

D - Vivrete mai della vostra musica?
R - Direi proprio di no… a meno che non cambiassimo drasticamente genere musicale e immagine. La musica come fonte di reddito al giorno d'oggi è quasi esclusivamente una questione di apparenze e marketing.

D - Quanto occupa la musica nella vostra vita?
R - Tantissimo. Ogni momento silenzioso della nostra vita ha bisogno di essere riempito dalla musica… anche perché a Milano il silenzio non esiste… così almeno non sento il triste rumore del traffico.

D - Qualcosa che vi ha lasciato con l'amaro in bocca?
R - A volte abbiamo sbagliato noi ad affidarci a persone che poi ci hanno deluso… soprattutto se ti chiedono dei soldi in un ambiente dove soldi per i gruppi non ne girano.

D - La più bella sorpresa di questi anni?
R - Essere ancora qui a quasi trent'anni a coltivare questa malattia.

La scena

D - E' cambiato qualcosa in questi anni (in meglio? in peggio?). Alti e bassi? Sentite di essere cresciuti? (in termini quantitativi e qualitativi).
R - Le persone sono fisiologicamente soggette a piccoli cambiamenti costanti nel corso della loro vita, il più delle volte non ce ne accorgiamo neanche. Sicuramente ci sentiamo cresciuti nel senso più ampio del termine, anche se ci sentiamo spesso in debito con noi stessi.

D - Il vostro disco che ha venduto di più? Quanto, per avere un idea?
R - Sinceramente non so quante copie abbiamo venduto… non sento Rudy da molto tempo. "Our Tangled Soul" è stato stampato in mille e cento copie, questo è quello so che allo stato attuale.

D - Cosa non va in Italia dal punto di vista della "fantomatica" scena?
E' colpa "nostra" (nel senso di pubblico), troppo legati alle mode? Poco interessati ad approfondire? (e quindi a supportare comprando dischi, andando ai concerti, ecc…). E' colpa della stampa? Troppo "esterofila"? E' colpa dei gruppi? Se hanno "successo" se la tirano, e se non ne hanno mollano tutto?

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E' colpa dei locali? Zero rischio? E quindi sempre le solite cover band? O è colpa vostra? Alla fine è figo essere un gruppo cult?
R -
Hai detto quasi tutto tu… tranne l'ultima frase… anche se francamente della situazione in generale non ce ne frega più niente, andiamo avanti per la nostra strada fino a quando ci riusciremo, suoniamo per noi stessi e per chi ci dimostra di apprezzare quello che facciamo.

D - Due compilation che hanno fotografato l'ultima "Milano Hardcore": tanti gruppi, eppure sembra sempre di vedere le stesse persone… Mi sbaglio?
R - Due belle compilation, alcuni gruppi veramente validi. Anche se forse troppo dispersive nel loro intento di offrire una panoramica a 360° di una Milano di per sé molto individualista.

D - Però io m'incazzo a pensare che gruppi come Keelhaul hanno uno spazio della Madonna e gruppi come i Cubre no…
R - Bèh, ognuno riempie lo spazio a sua disposizione come meglio crede. Amen… comunque meglio qualche pagina ai Keelhaul che ai Limp Bizkit o Linkin Park del cazzo di turno.

Voi e la musica

D - Come siete arrivati alla musica che fate? Via metal? (scometto!). Via fratello maggiore? Via miglior amico?
R - Nel periodo delle scuole superiori per tutti, da amici e compagni soprattutto metallari… è il periodo dove di solito si parte per la tangente…

D - I Cubre non sarebbero mai esistiti senza il disco dei…
R - Nessun disco penso ci abbia cambiato la vita… piuttosto ci sono dischi che non ti abbandonano mai nel corso della vita. Questo, però, mi auguro di dirtelo davanti ad una buona birra tra non prima di una cinquantina d'anni.

D - Il concerto che vi ha cambiato?
R - Neurosis + Breach a Verona, mi pare nel '98. Un'esperienza quasi lisergica…

Cubre

D - C'è ancora qualche gruppo che fa venire la scossa?
R - Dei gruppi in attività mi piacciono molto Neurosis, Tool, Dillinger Escap Plan, Napalm Death, Converge, Suffocation, Today Is The Day, Meshuggah e in Italia Dehumanize, Corey, Ephel Duath… e qualcuno, come da consuetudine si dice, me lo sto dimenticando.

D - Oppure siamo costretti a fidarci solo dei grandi vecchi?
R - Con i grandi vecchi nel metal e nell'hardcore non si sbaglia mai, anche se ogni gruppo ed ogni disco appartiene alla sua epoca e difficilmente tra quelli ancora in attività riesco a trovare delle nuove uscite interessanti.

D - Gente "malata" come voi ascolta anche musica normale?
R - Se per musica normale intendi canzonetta, disco dance et similia direi proprio di no. Siamo consapevoli, invece, del fatto che alcune cose che ascoltiamo "normalmente" siano incomprensibili per almeno il 95% delle persone "normali", e tutto sommato ne siamo anche contenti.

D - "Ecce Bombo"… stiamo parlando di Cinisello Balsamo, Milano… stiamo parlando di un annetto fa… stiamo parlando di un Circolo "rivoltato" a dovere… stiamo parlando di un palco che ha ospitato, proprio grazie a Sylus e Co., il meglio della musica estrema italiana di quel periodo… Hai voglia di raccontarci com'è andata? Esperienza positiva o negativa? Ci sarà un "Ecce Bombo 2"?
R - E' soprattutto durato poco. cinque concerti, quasi tutti ben riusciti a livello di pubblico, poi ci hanno censurato… Diciamo che trarre delle conclusioni sarebbe azzardato, ma devo dire che mi sono divertito e mi sono sentito vivo nel proporre i gruppi che hanno animato quelle serate, voglio ringraziare soprattutto loro per la buona musica che ci hanno fatto ascoltare e chi mi ha aiutato nel realizzarle. E' vero anche che tante cose mi hanno deluso, ad esempio la concorrenza tra i "piazza serate" a volte è risultata grottesca, anche per questo non penso che ripeterò quest'esperienza. Il mio fegato ormai si sente vecchio per queste cose… anche se per istinto non mi precludo niente a priori.

Conclusioni (mie)

«…Siamo consapevoli, invece, del fatto che alcune cose che ascoltiamo "normalmente" siano incomprensibili per almeno il 95% delle persone "normali", e tutto sommato ne siamo anche contenti…».

 
(a cura di Franz)


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