
(1/8/2004)
di aob
I
Coffee Shower sono la migliore band italiana di hardcore
melodico. Ma non sono su una grossa etichetta né vanno
su "Rock TV"; sono semplicemente i più bravi e
i più personali ad interpretare questo genere qui da
noi. Nonché tra le persone più umili e più alla mano
che abbia avuto la fortuna di conoscere nell'ambito
musicale. Serve dire altro? |
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Fausto@Coffee Shower (voce/chitarra) - Beh, è stato un processo lungo e travagliato abbiamo cominciato a registrare nel 2003, poi ci si è messa di mezzo una serie di casini, come il mio infortunio al braccio, gli impegni di studio/lavoro di ognuno, anche di Domenico, il fonico dello studio, fino a quando finalmente, in un'assurda corsa contro il tempo, abbiamo fatto la maratona notturna finale per mixare il tutto. Ti dirò, riascoltandolo oggi penso che avrei operato delle scelte diverse, soprattutto nella fase di registrazione. Comunque, riguardo al precedente ep, credo che questo rispecchi più fedelmente come siamo abbiamo cercato di rappresentare meglio più aspetti del nostro stile, mentre il primo ep era forse un po' tutto molto skate-core forse troppo.Pierluigi@Coffee Shower (batteria) - Non vedevo l'ora che finissimo di registrare è stato snervante. Però il risultato mi soddisfa, non al 100%, ma all'85% si! Edoardo@Coffee Shower (chitarra) - Bellissima esperienza! Più entro in studio e più mi viene voglia di registrare anche quei pezzi che per un motivo o un altro non suoniamo ormai da tempo! Il risultato? Agli ascoltatori interessati l'ardua sentenza! |
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D - C'è stato anche un
cambio nella vostra line-up, vero?
F. - Il problema del bassista è una costante
nella storia dei Coffee Shower. Non hai idea di quante volte ci
siamo ritrovati in tre a ripartire più o meno da zero
Ora
abbiamo la fortuna di avere Emanuele (detto Joey) al basso, che
è un ragazzo eccezionale, che si sbatte come un dannato per la
band e per la sua vita e che suona come deve suonare un bassista
in un gruppo punk rock: che vogliamo di più?
P. - L'arrivo di Emanuele è stata un'iniezione
di allegria, positività, tecnica e serietà, ma la cosa più
importante è che sappiamo di avere vicino un vero amico!
E. - Emanuele? Un vero punk rocker! Hai presente
quella specie di bassisti figli del "Ramones Style"?
Quelli che credi non esistano più? Noi l'abbiamo trovato!
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D - Nh-N Records. Presumo che siate felici di lavorare con Francesco: cosa ci dite in proposito? Avevate avuto altre offerte da altre etichette? Quali sono le ragioni che vi hanno spinto ad unirvi alla Nh-N? F. - Non molte offerte a dire il vero, a parte un paio di proposte italiane poco allettanti e una oltreoceano che non si è concretizzata perché l'etichetta non esiste più, eh eh Il nostro rapporto con la Nh-N ha preso vita in un contesto quasi da romanzo Ottocentesco: un corteggiamento reciproco lunghissimo, pieno di speranze, allusioni e cose non dette fino al vero colpo di fulmine. |
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Ovvero,
quando Francesco ci ha visti suonare in un festival qui
in Abruzzo l'estate scorsa, e da allora è stato amore
folle! (ride). Comunque è proprio così, essere
con una etichetta indipendente è come convivere con la
propria donna o essere sposato
hanno detto i Briefs
in un'intervista: "Quando sei su una indie alzi
il telefono e parli col presidente". Giusto,
però è vero pure che ci litighi di continuo e poi ci
rifai pace, proprio come una coppia stile Raimondo
Vianello e Sandra Mondaini
A parte gli scherzi,
apprezzo molto il lavoro che Nh-N fa per supportare
l'attività live delle sue bands e questo la rende
assolutamente seria come etichetta. |
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D - Cosa ci dite dei
vostri compagni di split, i Dependent?
Il tour promozionale del disco vi ha visto di recente girare un
po' in Nord Europa: ci raccontate qualcosa a riguardo?
F. - Con loro è nata un'amicizia forte, che ci
unisce oltre ogni tipologia di legame che nasce fra le bands che
suonano insieme, loro stanno bene con noi e noi con loro,
quindi
In Olanda è stato tutto fighissimo, fino però alla
rottura del motore del nostro van! Da quel momento il tour si è
trasformato in un incubo, anche con momenti di alta tensione, ma
poi comunque siamo riusciti a finirlo e oggi possiamo raccontarlo
ai nipoti
P. - Abbiamo condiviso momenti molto importanti,
esperienze uniche e solidarietà reciproca, sono bravi ragazzi e
siamo rimasti tutti molto legati a loro.
E. - A quello che è stato appena detto aggiungo
che sono davvero contento di condividere il cd con un gruppo che
ripropone il classico, caldo e appassionato hardcore!
D - Fausto, ci vuoi
spiegare il testo di "Good Father"? Mi sembra
interessante
di cosa parla esattamente? E' in qualche modo
"autobiografico"?
F. - Descrive una sensazione che ho provato
qualche tempo fa, quando mi sono accorto che tutti i miei amici
coetanei si erano sposati quasi contemporaneamente e stavano
mettendo su famiglia, quasi come se si fossero messi
d'accordo
e avevo la netta sensazione che da parte loro vi
fosse un progressivo distacco dovuto al fatto di sentirsi un
gradino più in alto di me solo per il fatto di avere un
figlio
Beh, io questa logica la rifiuto categoricamente.
Nella canzone, in parole povere, dico: "Che cazzo vi
credete?! Anche se ho una vita sregolata e faccio punk rock,
posso essere anch'io un buon padre! Magari anche meglio di
voialtri!". D'altronde il sottoscritto è un po' in là con
gli anni, perciò prima o poi
D - Quali sono i temi
che trattate di più nelle vostre canzoni? Come vi ponete
rispetto all'argomento "Politica"?
F. - Ho sempre cercato di andare oltre il solito
binomio "o canzone d'amore o canzone politica", ci sono
anche altri aspetti della vita umana che mi interessa
approfondire (la morte, gli affetti, i rapporti umani, il lavoro,
ecc
), anche se ho sempre grosse difficoltà a scrivere i
testi, non sono mai soddisfatto e li faccio e li disfo
continuamente
Ad ogni modo, ovvio, la politica come ogni
aspetto della vita umana fa parte dei nostri testi e dei nostri
interessi
D'altronde, non possiamo ignorare di vivere un
momento molto triste con un guerrafondaio che scatena guerre in
Medio Oriente e un presidente del consiglio che è quello che è
ed è pure suo amico
Comunque, Eddie ti parlerà
sicuramente meglio di me di queste cose, io non sono bravo come
"politologo"
E. - Riguardo alla politica? In qualunque modo
non perdiamo mai l'occasione (attraverso striscioni, riflessioni,
ecc
) durante i live di ribadire quelle che sono le nostre
posizioni (TUTTE NEGATIVE) nei confronti della banda Berlusconi,
della guerra e delle perversioni che genera, dei gruppi
neo-fascisti (che grazie all'indifferenza generale continuano a
propagandare e, purtroppo, ad agire liberamente), dei G8 e delle
loro logiche di dominio e sottomissione, del militarismo, delle
devastazioni dell'ambiente (mi fermate voi? Potrei continuare per
altre mille pagine!). Personalmente ho molta fiducia nei
movimenti libertari e credo che andrebbe supportata e diffusa la
cultura e i punti di vista che continuano a portare avanti.
P. - Di solito non mi occupo di testi in quanto
il mio inglese è scandaloso!
D - In generale, pensate
che i testi siano secondari rispetto alla musica o li mettete
sullo stesso piano d'importanza?
F. - Parlo a titolo personale: per me un pezzo
che musicalmente fa schifo se ha un bel testo rimane pur sempre
un pezzo che fa schifo.
P. - Io metto in primo piano le sensazioni che
il pezzo trasmette a noi e che dovrebbe trasmettere
all'ascoltatore.
D
- Voi Coffee Shower, in un modo o nell'altro, suoante da
ormai una decina d'anni (se non sbaglio) e, pur essendo
il miglior gruppo hardcore/punk melodico italiano, finora
avete fatto uscire solo due mini-lavori, compreso questo
split, e nessun full lenght. Ci chiediamo: perché? Tanto
più che ci sono miriadi di bands inutili che ogni anno
se ne vengono fuori con un album
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Com'è vero
pure che molti gruppi di "sbarbatelli" riescono
spesso a centrare il bersaglio magari dopo il primo
disco
Riguardo alla nostra "povertà" di
release, se così possiamo dire, beh, la risposta è una
sola: la cronica mancanza di soldi. Quando devi andare in
studio a tue spese è dura registrare tanti pezzi ogni
volta. La nostra politica è sempre stata quella di
provare a far poche cose ma fatte bene. Non serve
registrare venti canzoni così e così che poi le vai a
sentire e capisci che è il solito gruppo italiano che
non gliene frega un cazzo del suono della batteria o
della chitarra o del mixaggio. Questo non significa che i
nostri dischi siano dei capolavori, anzi: come ti ho
detto prima, cambierei ancora molte cose dell'ultimo cd.
Ma si sa, è sempre così
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D - "Scena
italiana". Il vostro pensiero
a ruota libera! Quali
sono i gruppi italiani che stimate di più?
F. - Nonostante l'aria che si respira
generalmente nella cosiddetta "scena italiana" sia
spesso quella dell'astio e dell'invidia verso alcuni gruppi o fra
gli stessi gruppi (basta andare su un qualsiasi forum di
discussione sul Web per leggere insulti a questa o quell'altra
band), devo ammettere che quasi mai ho avuto problemi con le
bands con cui abbiamo diviso il palco. Davvero, ho incontrato
quasi sempre ragazzi stupendi con cui siamo rimasti in contatto e
in amicizia
A cominciare dai Question Marks di Bologna con
cui abbiamo un legame ormai pluriennale, agli Skruigners, ai
fantastici Chromosomes, ai Garage, praticamente dei conterranei,
per finire con le bands Nh-N, con le quali c'è per forza di cose
un legame ormai "di sangue". Insomma, dal punto di
vista umano, per quello che ho sperimentato direttamente, ho
generalmente solo buone cose da dire delle bands italiche che ho
incontrato. Dal punto di vista strettamente musicale, invece, il
discorso va più sul personale: io, per esempio, ho un debole per
la "scuola melodiosa bolognese" (Forty Winks e come
detto Question Marks), e poi ci sono due gruppi Nh-N che adoro,
gli Evolution So Far, che spaccano, e i Nitrojuice, a mio parere
la band più originale che ci sia in giro al momento
Joey,
invece, è un patito del punk rock classico (alà
Manges, per capirci) ed è soprattutto un fan sfegatato dei
Derozer, ha conseguito una laurea in "Derozerologia"!
P. - Io non parlo mai di scena italiana in
quanto per me è una chimera
Comunque, mi piacciono molti
gruppi come Seed'N'Feed, Question Marks, Evolution So Far, Forty
Winks, Skruigners, Nitrojuice, X-State Ride, i disciolti For I Am
Blind e probabilmente altri che ora mi sfuggono
E. - Aggiungo alla lista dei disciolti Scotch
Woodcock e, soprattutto, Paolino Paperino Band!!
D - Non credete che la
cosiddetta "scena", appunto, qui da noi soffra
eccessivamente di provincialismo, di ottusità (anche
musical-culturale) e che sappia produrre più che altro solo
invidia? Esempio: esce fuori un gruppo che raccoglie un po' di
successo, e invece di prendere la palla al balzo da tale episodio
per valorizzare un po' i nostri gruppi in generale, qui si pensa
soprattutto a sparlare e cercare di mettere i bastoni tra le
ruote
Premesso che ormai da qualche anno del discorso
"scena" (e dei suoi cliché e degli alibi che produce)
m'interessa poco e niente, secondo voi ho una visione troppo
pessimistica della faccenda o qualcosa di vero in ciò che dico
c'è?
F. - Verissimo. Come ti ho detto prima, è molto
più frequente leggere qua e là insulti verso questo o quel
gruppo anziché parole di elogio per supportare una band che se
lo merita. E ciò che è più triste, a mio modesto avviso, è il
fatto che questa è una guerra fra poveri: siamo tutti nella
stessa barca che va a fondo, dobbiamo combattere tutti contro le
mille difficoltà che incontrano le bands underground e tutti,
sia chi suona sia chi sta solo "intorno" al fenomeno,
siamo comunque in eterno conflitto con il resto della società
chiamiamola "normalizzata", ma qui, invece, si perde
tempo a cercare di sputtanare questo o quello
Io,
personalmente, cerco di fare bene il mio lavoro e non rompo il
cazzo a nessuno
a meno che qualcuno non mi ci tiri per
forza dentro le polemiche
E poi, guardiamo in faccia alla
realtà: qual è la band italiana che allo stato attuale è
diventata così grossa da campare con la propria musica? Perciò,
cosa c'è da invidiare? E a chi? Mica stiamo in America dove i
gruppi punk rock, anche piccoli, stanno sempre in tour tutto
l'anno e quando tornano a casa magari uno straccio di lavoro lo
trovano pure dopo un giorno
Forse sarà proprio questa
mancanza di possibilità, questo diciamo "basso
profilo" del "music business" nostrano, che ti fa
diventare stupido e ti spinge a prendertela con le altre bands
che sono al momento più fortunate, senza costruire un beato
cazzo
P. - Mi ripeto, per me in Italia attualmente non
c'è una scena, e mai ci sarà! Attualmente esistono tante micro-scene che proseguono parallelamente per la loro strada senza incontrarsi mai tra di loro.
Qualche volta mi sono sentito
dire che siamo diventati commerciali o venduti. Ma venduti a chi?
A cosa? Quando uno si sbatte e ottiene qualcosina, invece di
ricevere stima riceve merda
Se a tutti i concerti dove
abbiamo suonato gratis ci avessero dato 50 euro, forse adesso
avremmo registrato un album intero
E francamente, di
costruire una scena non me ne frega più un cazzo, io penso a
costruire me stesso e a rispettare il prossimo! Come fa ad
esistere una scena se il sentimento più diffuso è l'invidia?
E. - L'attuale scena italiana rappresenta niente
di più e niente di meno quello che le bands hanno costruito e
propongono. È una triste verità, ma una scena (per essere così
definita) nasce e si sviluppa attorno a valori socio-politici
condivisi: non basta la musica, ci vuole ben altro! Ciò che
vediamo quotidianamente è solo la punta dell'iceberg, purtroppo!
Io, comunque, credo nei valori positivi che trasmette l'hardcore.
Spero di non illudermi, ma tornerà un giorno il punk-hardcore
come portavoce di una vera cultura antagonista.
D - I vostri gusti
musicali. Cosa ascoltate di solito?
F. - Ascolto tante cose, spesso diversissime.
Forse la cosa migliore è dirti i dischi che sto ascoltando
ultimamente: l'ultimo BoySetsFire, "Good Mourning"
degli Alkaline Trio, l'ultimo Weakerthans, il vecchio "Fuel
For The Hate Game" degli Hot Water Music, Biffy Clyro, un cd
di vecchie registrazioni live di Chet Baker e "Sea
Change" di Beck, che è un disco stupendo!
P. - Ultimamente Seed'N'Feed, Craig's Brother,
Dogwood, No Motiv, Battiato, Police, Belvedere, Poison The Well e
GAS Drummer.
D - Specialmente nel
vostro precedente ep si percepiva, soprattutto nell' impostazione
vocale di Fausto e in certi riff, l'influenza di alcune hard
rock/heavy metal bands (vedi Iron Maiden). Sbaglio? Avete
ascoltato e/o ascoltate ancore qualcosa del genere?
F. - Da "piccolo" ascoltavo tantissimo
hard rock e metal anni '80. Ricordo che stavo ore e ore a
esercitarmi a urlare come Joe Belladonna degli Anthrax e mi sono
pure spaccato gli incisivi con un microfono una volta mentre lo
facevo! (ride). E questa cosa è evidentemente rimasta
nel mio DNA, anche dopo la scoperta del punk, del post-punk,
della new wave. Diciamo che mi piace sempre "andare su"
con la voce, anche se con risultati discutibili! (ride
ancora)
P. - Non ho mai ascoltato metal e simili
però i primi due dischi degli Iron Maiden sono notevoli!
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D - Hardcore melodico. Il mio giudizio sull'argomento è chiaro e risaputo: eccezioni a parte (tra le quali rientrate a pieno titolo anche voi), a mio avviso questo genere è da alcuni anni che vive in un preoccupante stato comatoso (per non dire di peggio). Si ripete in maniera francamente insopportabile per un essere vivente senziente e fatica a trovare attori capaci di apportare qualcosa di nuovo, per quanto minimo sia. Detto che anche altri generi affini soffrono della stessa sindrome, l'hardcore melodico "alla californiana" è sicuramente quello messo peggio di tutti. |
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Per
esempio, come giudicate le ultime uscite di gruppi come
Pennywise, NOFX e compagnia cantante? P. - Personalmente, quando mi chiedono che genere suoniamo, rispondo: "Hardcore melodico, ma con influenze varie che vanno dal bla bla bla ". Insomma, la definizione "hardcore melodico" non m'è mai piaciuta, e poi, quando sto in sala prove, penso a suonare come mi esce e come mi piace, non penso a suonare brani di hardcore melodico Comunque è un genere che è nato in un certo periodo e che, successivamente, è stato contaminato e non vedo cosa ci sia di male! L'ultimo dei Pennywise o dei Nofx? Non li ho ancora ascoltati, ma non perché credo che il genere sia alla frutta, bensì perché mi sono via via orientato su altre sonorità e su altri gruppi, forse altrettanto meritevoli di attenzione, ma quasi sconosciuti. In definitiva, se il genere in futuro vivrà o morirà, non mi interessa affatto. |
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D - Riviste, fanzine o
webzine? Motivate la/le scelta/e.
F. - Webzine per comodità al primo posto;
riviste in seconda battuta, soprattutto quelle con un taglio un
po' più di "informazione"; confesso di non amare
moltissimo le fanze, più che altro perché mi fanno sempre male
gli occhi a leggerle, sono sempre scritte con un carattere
piccolissimo! (ride)
P. - Le webzine per l'immediata consultazione, e
le fanze per l'espressione culturale molto sincera, esente da
meccanismi editoriali e da sponsor. Le riviste? Troppa
pubblicità, pochi contenuti.
D - Beh, anche le
webzine sono esenti da meccanismi editoriali e non hanno
sponsor
Comunque, la copertina di "A Product For The
Youth Development" raffigurava una scena di una partita di
calcio: come siete messi sull'argomento? Vi piace? Lo praticate?
Per chi tifate? Siete una specie di ultras, assomigliate più a
dei "tifosi della domenica" o non ve ne frega
assolutamente niente? Come giudicate la vittoria della Grecia nei
recenti Campionati Europei?
F. - Lo ammetto, il calcio da bravo italiano
medio mi piace troppo
Io sono anche un mediocre difensore
di una squadra di seconda categoria. Comunque, io e Pier tifiamo
per il Toro e, in seconda battuta, per la nostra amata squadra de
L'Aquila, che da qualche giorno è fallita di nuovo (praticamente
condannati a soffrire). Joey, invece, segue solo le gesta del suo
Sulmona (girone abruzzese d'Eccellenza, credo
) e tutto il
calcio dilettantistico locale. Il mio rapporto con il tifo è
sempre stato appassionato, in alcuni periodi della mia vita sono
stato davvero un fissato e anche oggi che sono più distaccato,
quasi come un signore di mezza età, se vado allo stadio
preferisco sempre stare in mezzo agli ultras dove il cuore e la
passione la fanno da padrone, piuttosto che nelle tribune coi
fighetti
Anche se, a dire il vero, non ho mai approvato la
cultura violenta che aleggia nel mondo ultras e da ultimo la
triste "moda" delle tifoserie di destra, delle quali,
ovviamente, non condivido né le simbologie né i modi di fare.
La Grecia? Beh, hanno fatto un catenaccio davvero indecente, ma
ho tifato per loro dall'inizio!
E. - Conoscete il pezzo "Tafferugli"
dei Paolino Paperino Band? Ecco la mia risposta al calcio e agli
ultras!
P. - Forza Torooooooo!
D - La solita domanda conclusiva. E' banale ma da questa, purtroppo, non si scappa: cosa state preparando di bello per l'immediato futuro? Cosa avete in mente di fare? |
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F. - Che dire? La solita trafila di una band underground: stiamo già scrivendo diversi pezzi nuovi che speriamo usciranno un giorno non troppo lontano su un full lenght poi cercheremo di suonare dal vivo il più possibile, come sempre, anzi più di prima, cercando di conciliare i concerti e le attività connesse alla musica con gli obblighi vari della nostra quotidianità Se poi riusciremo ad avere sempre un pubblico, ancorché piccolo ma sempre presente ai nostri show - poca gente, insomma, ma che balli sempre e canti i nostri pezzi mentre li suoniamo - beh, per me sarà un piccolo assaggio di felicità quasi meglio di una pizza davanti a una partita dei Mondiali! |
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| (a cura di aob) |
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