
Funeral
For A Friend + The Rapture + The Von Bondies +
Franz Ferdinand
7/2/2004
- "Brixton Academy", London (UK)
Forse non
tutto passa invano, forse il tempo non è solo quel
tratto enfatico che fa scorrere i nostri anni verso la
fine e forse a volte si imparano lezioni da riproporre
solo anni dopo. Fatto sta che i Franz Ferdinand
ci sanno fare e su questo nessuno, almeno stasera, nutre
il minimo dubbio. |
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In un set di poco più di venti minuti c'è il meglio del rock d'oggi, fatto di pochi fraseggi ed un salto dritto al centro della melodia. La resa live è ottima, così come la risposta del pubblico che sembra gradire alquanto la proposta dei Franz ed il loro entusiasmo è davvero notevole, palpabile. "Matinee", "Cheating On You", "Van Tango" e "Shopping For Blood" chiudono l'esibizione tra gli applausi più sinceri di un pubblico assolutamente difficile ma mai come questa sera fautore e vittima di un'atmosfera incredibilmente viva. |
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Altra storia con i Von Bondies. Il loro revival non "cattura", non coinvolge e non trasmette la stessa forza che abbiamo ritrovato nella band di apertura. Sembra quasi che il gruppo abbia paura di una platea così popolata e rumorosa, perdendosi in un'immobilità a tratti irreale e in qualche piccola "stecca" che macchia un'esibizione poco più che gradevole e godibile solo a tratti. |
E' la volta dei Rapture. Stavolta i minuti sono quaranta e volano in un attimo. L'entusiasmo che il quartetto infonde negli astanti è enorme ed è ricambiato da un apporto che dura incessante fino all'ultima nota. |
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Difficile spiegare i Rapture se non attraverso la psichedelia rarefatta di "Open Your Heart" e la melodia amara di "Sister Saviour", dove sembrano convergere le influenze musicali del combo che vanno dagli Happy Mondays ai Public Image Ltd. passando per i primi Cure e gran parte della scena new wave anni '80. Un'esibizione che lascia col fiato sospeso per intensità e l'assoluta padronanza del palco. Neanche a dirlo: la risposta del pubblico sottolinea in maniera eloquente quanto sia stato apprezzato il loro ultimo "Echoes" nell'anno appena passato non solo dalla critica ma anche da quel genere di pubblico che non ha paura di confrontarsi con sonorità nuove o derivative, fuori dalla dimensione rassicurante dei media di estrazione popolare. |
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Luci spente, una calma apparente ed un
timido accenno di silenzio introducono la "main
band" della serata. In fin dei conti, penso tra me e
me, sono curioso di testare la bontà "live"
dei Funeral For A Friend, anche a fronte
di una certa direzione che sembra aver preso il loro
sound. |
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Il set si
apre con "Rookie Of The Year" ed è un bel
vedere di gambe che volano, gente che plana nelle prime
file su di un magma umano sul quale sembra affondare le
sue lame una luce secca e decisa come l'impatto della
band. |
Non mi
rassegno e decido di aspettare paziente uno sbalzo, un
momento che diversifichi la linea piatta del loro show,
ma brani come "Bend Your Arms To Look Like
Wings" e "Escape Artists Never Die", se su
cd hanno la loro presa per merito di una linea melodica
vincente, dal vivo tale requisito scivola in un piattume
al limite della noia. |
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| (a cura di Alessandro Franquelli) |