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mEMOry time: retrospettive | #2
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| anno di formazione e
originaria provenienza 1995 - Madison, Wisconsin (USA) |
contatti ufficiali http://www.rainermaria.com/ |
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| formazione attuale Kyle Fischer - chitarra/voce Caithlin de Marrais - voce/basso William Kuehn - batteria |
discografia
essenziale 1996 - "Rainer Maria EP" - Polyvinyl 1997 - "New York: 1955 EP" - Polyvinyl 1997 - "Past Worn Searching" - Polyvinyl 1999 - "Look Now Look Again" - Polyvinyl (recensione) 1999 - "Atlantic EP" - Polyvinyl 2000 - "Hell and High Water EP" - Polyvinyl 2001 - "A Better Version Of Me" - Polyvinyl 2002 - "Ears Ring EP" - Polyvinyl 2003 - "Long Knives Drawn" - Polyvinyl (recensione) |
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breve
biografia Con una discografia che, nell'arco di sei anni, conta tra lp ed ep ben nove produzioni e che dimostra già ad una prima veloce occhiata l'assoluta fedeltà alla Polyvinyl (una delle etichette che più ha dato al genere sia in termini di quantità sia di qualità), la band guidata dal carismatico Kyle Fischer (appena avviatosi anche alla carriera solista) e resa quasi unica dall'inconfondibile voce della raffinata bassista Caithlin de Marrais è passata indenne attraverso gli alti e i bassi (anche commerciali) che in questi anni hanno contraddistinto la breve ma intensa epopea dell'emo. Con alle spalle ben oltre centomila copie vendute - una cifra già di per sé considerevole ma che acquista tratti ancor più impressionanti se si pensa all'approccio indipendente e all'atmosfera di estrema riservatezza che ha sempre avvolto il trio - i Rainer Maria si confermano anche con l'ultima prova in studio, "Long Knives Drawn", uno dei gruppi guida dell'intera scena indie rock statunitense. (aob - 27/8/03) |
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List:
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Non ho la
pretesa di essere originale, sono al corrente del fatto
che praticamente ogni recensione, biografia o
qualsivoglia articolo in cui si parli dei Rainer Maria
esordisca con un riferimento più o meno
particolareggiato sull'origine del loro monicker. Per
cui, togliamoci subito l'incomodo: Rainer Maria Rilke è
il nome di un celebre e inquieto poeta simbolista tedesco
che ha operato tra le fine dell'Ottocento e l'inizio del
Novecento in tutta Europa. L'impianto emozionale dei Rainer Maria è essenzialmente basato sugli inarrestabili, dolcissimi e avvolgenti arpeggi della chitarra di Fischer sui quali si stendono le piccole poesie di Caithlin, nella maggior parte dei casi da lei scandite ma talvolta recitate in tandem con Kyle. Si gioca più che altro su tempi medi, con di tanto in tanto qualche accelerazione o qualche smaccata fase di flemma dilatata. Nulla di più semplice. Il lavoro più tecnico è certamente quello svolto dal talentuoso batterista Kuehn che, con il suo modo gentile ma di una decisione quasi matematica, regge per intero lo sorti ritmiche del gruppo (il basso della De Marrais talvolta si prodiga anche per una seconda chitarra, visto che la produzione non abbonda di proposito in sovraincisioni), anche se in "Look Now, Look Again" sono frequenti i momenti in cui il drums set riposa del tutto. Per il resto, nessun sintetizzatore, nessuna tastiera, nessun effetto, nessun altro strumento: non ci sono inganni, questa è musica viva che va dritta al cuore, così com'è. Se il successivo "A Better Version Of Me" è forse l'album commercialmente più fortunato, in cui la band - flirtando con dosi maggiori di pop - è riuscita a capitalizzare certe intuizioni precedenti, "Look Now, Look Again" è - almeno a nostro parere - il migliore in termini artistici, quello in grado di rappresentare in maniera più fedele possibile l'intensità, la delicatezza e l'agrodolce malinconia tipica dei Rainer Maria. E, perché no, tutto lo splendido istinto di un trio che ha contribuito non poco a definire uno stile che in molti oggi identificano con la targhetta "Midwestern Emo". (aob - 27/8/03) |
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