the mEMOry time: retrospettive | #9


No Knife

No Knife

 
anno di formazione e originaria provenienza
1994 - San Diego, California (USA)
contatti ufficiali
http://www.noknife.net/
 
formazione attuale
Mitch Wilson - voce/chitarra
Ryan Ferguson - voce/chitarra
Brian Desjean - basso
Chris Prescott - batteria
discografia
album
1995 - "Drunk On The Moon" - Goldenrod
1997 -
"Hit Man Dreams" - Time Bomb
1999 -
"Fire In The City Of Automatons" - Time Bomb
(recensione)
2002 -
"Riot For Romance!" - Better Looking

singoli, split, ep, altro

1994 -
"Split" - w/ Tanner - 7" - Goldenrod
1994 -
"Habits" - 7" - Goldenrod
1997 -
"Jackboots" - 7" - Time Bomb
1999 -
"Split" - w/ Sunshine - 7"
2000 -
"Split" - w/ Lazycain - 7" - Big Wheel Recreation
2001 -
"Split EP" - w/ Nine Days Wonder - Dim Mak
 

breve biografia
La carriera dei No Knife ha già aggirato la fatidica boa dei dieci anni. La loro storia inizia, infatti, nel 1994: in quel di San Diego, in California e alle porte del Messico, il cantante Mitch Wilson, il chitarrista Aaron Mancini, il bassista Brian Desjean e il drummer Ike Zaremba formano una rock band con il chiaro proposito iniziale di superare le canoniche barriere e di sfuggire alle solite definizioni.
E ci riescono subito, al primo tentativo discografico "serio" (dopo un paio di 7"): l'eco di
"Drunk On The Moon" del 1995 (Goldenrod Records) crea attorno al gruppo le aspettative di tanti amanti dell'indie-rock melodico ma creativo, aspettative poi confermate e rafforzate nel giro di un paio d'anni da "Hit Man Dreams" (Time Bomb/BMG). Nel frattempo c'è un cambio di line-up: Mancini viene sostituito dal nuovo chitarrista Ryan Ferguson.
Nonostante le radio e parte dei media specializzati ignorino lo sforzo dei No Knife (sarebbe questa poi la ragione principale per la quale il combo finora non ha mai ottenuto una grande visibilità né tantomeno dei successi commerciali), Mitch Wilson e soci non demordono e - sostituito il batterista Zaremba con un ex componente dei Tanner, Chris Prescott - nel 1999 danno alle stampe un nuovo disco, il poliedrico e sorprendente
"Fire In The City Of Automatons", forse il loro apice artistico: è la consacrazione definitiva, almeno in ambito underground. Il seguito non delude. C'è da aspettare tre anni (estate 2002) per l'uscita di "Riot For Romance!": il lavoro, edito dalla Better Looking, evidenzia una generale evoluzione del suono, che a tratti si esplicita anche in un certo mood punk-funk e dub, per capirci lo stesso che oggi caratterizza realtà quali Radio 4 e Q And Not U.
I No Knife sono teoricamente ancora attivi, ma un recentissimo post sul sito ufficiale della band non promette nulla di buono: speriamo bene, anche perché questa è una delle emo bands più geniali e talentuose che siano mai apparse sulle scene.

(aob - 24/1/05)

 

No Knife - "Fire In The City Of Automatons" (Time Bomb)

     

. . Track List:
1.
Academy flight song
2. Minus one
3.
Secret handshake
4. Heavy weather
5.
K-214
6.
The spy
7. Charming
8.
Angel bomb
9. Short term memory
10.
Under the moon
11. Mission control
12.
If it moves kiss it

contatti:

No Knife
official website

 
 
file under:
post-punk/indie-rock/
post-emo

rsvp:
Fugazi, Minus The Bear, Jazz June, Jawbox, The Mars Volta, Q And Not U, Boilermaker, Braid.

Misconosciuti in Italia, in odore di culto negli USA: ormai è quasi un luogo comune, convengo, ma nessuno d'altra parte ha mai detto che i luoghi comuni non corrispondano di frequente a verità. I No Knife suonano fin dalla lontana metà dei Novanta e - assieme ai compari Boilermaker - in anni di oscura attività hanno influenzato, di fatto, in modo più o meno esplicito e più o meno riconosciuto, moltissimi gruppi emo e post-punk attuali.
Questo
"Fire In The City Of Automatons" del 1999, terzo album della band di San Diego, è forse l'episodio migliore della produzione targata No Knife: intensità, idee originali, immediatezza, voglia di stupire e perizia tecnica qui si fondono in maniera perfetta, addirittura stupefacente, dando forma a dodici pezzi dinamici, variegatissimi e sempre fantastici per estro compositivo, contenuto artistico, carica emotiva e grado d'innovazione.
I No Knife hanno le chitarre angolose e dissonanti alla "Dischord Style" ma anche l'inconfondibile tiro melodico e malinconico dei
prime movers dell'emocore (Braid, Sunny Day Real Estate, gli stessi Boilermaker…), i tempi moderatamente matematici alla stregua dei Minus The Bear ma anche le estemporanee divagazioni deliziosamente pretenziose tipiche dei Mars Volta e degli ultimi Cave In, condividono la furia calcolata con gli At The Drive-In e la ricerca sonora e strutturale con i Fugazi e i Jawbox. Non ultimo, possiedono un gusto per la canzone fuori dall'ordinario, anche quando magistralmente (e spesso) la scombinano e la ricompongono seguendo un metodo personale ed efficace. E, volendo, insieme ai Q And Not U, hanno riportato gradualmente il punk verso quelle suggestioni funk/dance inizialmente codificate da Gang Of Four e Wire… Ma questa è un'altra storia, e ciò si sentirà più compiutamente nel successivo "Riot For Romance!".
Tuttavia, ogni tipo di confronto e di accostamento questa volta va più che mai preso con le molle, perché sostanzialmente il sound - o meglio, lo stile - dei No Knife resta unico, composito, difficilmente descrivibile, e probabilmente inimitabile. Nessun genere, nessuna etichetta auto-limitante, nessun paragone, nessun prodotto preconfezionato da vendere ai
kids: No Knife. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

(aob - 24/1/05)