the mEMOry time: retrospettive | #16


Boys Life

Boys Life

 
anno di formazione e originaria provenienza
1993 - Kansas City, Missouri (USA)
contatti ufficiali
http://myspace.com/brandonlbutler
 
formazione
Brandon Butler - voce/chitarra
Joe Winkle - chitarra
John Anderson - batteria
John Rejba - basso
discografia
album

1995 -
"S/T" - Crank!
1996 -
"Departures And Landfalls" - Headhunter
(recensione)
singoli, split, ep, altro

1993 -
"Lister/Without Doubt" - 7" - Sinergy
1993 -
Split 7" w/ Secular Theme - Flapjack
1993 -
"Breaker Breaker + 1" - 7" - Sinergy
1993 -
Split 7" w/ Giants Chair - Hit It!
1994 -
Split 7" w/ Vitreous Humor - Crank!
1996 -
Split 7" w/ Christie Front Drive - Crank!
 

breve biografia
Kansas City, Missouri, 1993: i Boys Life iniziano lì e allora la propria fulminea ma intensa avventura che finisce (a prima e superficiale vista) ingloriosamente solo quattro anni più tardi. In mezzo, però, ci sono due album e la solita abbondante manciata di sette pollici (tra cui uno split coi Secular Theme, vecchia band di un tale Matt Pryor…) che hanno scritto e ispirato molte pagine della storia dell'emo.
Il full length di debutto omonimo esce su Crank! nel 1995 (sarà ristampato due anni più tardi) mentre il secondo e conclusivo
"Departures And Landfalls" viene licenziato dalla Cargo attraverso l'imprint Headhunter nel 1996, poco dopo un meraviglioso split 10" con i Christie Front Drive. Un ultimo tour e poi ognuno va per la sua strada, più che altro in band locali o dalla vita breve, anche se qualcuno di loro transita negli abbastanza conosciuti Lullaby For The Working Class e il cantante Brandon Butler intraprende una carriera da solista come folksinger.

 




Boys Life - "Departures And Landfalls" (Headhunter)

Track List
1.
Fire engine red 2. All of the negatives 3. Twenty four of twenty five 4. Radio towers 5. Sleeping off summer 6. Calendar year 7. Friends for that 8. Painted smiles

file under:
emocore/emo-post-rock


rsvp:

Cap'n Jazz, Fugazi, Braid, Boilermaker.

 

Ascoltate bene, andando oltre le apparenze: qui dentro ci sono i prodromi dei Get Up Kids. Ancora tutti da sgrezzare, questo è certo, eppure sono convinto che Matt Pryor e compagni i concittadini Boys Life li abbiano ascoltati fino allo sfinimento. Che poi "Departures And Landfalls" (prodotto da Bob Weston, particolare non di poco conto per chi sa di ciò di cui si sta parlando) sfoggi un sound molto diverso - spesso più lento, più ostico e complesso (vedi ad esempio le frequenti dissonanze, gli occasionali e particolari inserti d'archi, i tanti rumorismi o le lunghe pause di riflessione che, di volta in volta, esplodono o meno in un muro di chitarre gracchianti) e parecchio più vicino a quello dei vari Cap'n Jazz, Mineral e primi Braid - è un dato di fatto lampante. Qui, però, si parla di un certo afflato e di un certo modo d'intendere e di suonare musica con il cuore in mano che i Get Up Kids (per continuare il discorso iniziale) dimostreranno di aver appreso nelle loro prime deliziose e tutt'altro che curatissime registrazioni e solo in parte nel memorabile album di debutto.
Lasciando perdere i discorsi marginali e tornando ai Boys Life, va sottolineato che la loro musica risente moltissimo delle prime esperienze dei fratelli Kinsella e di una peculiare atmosfera chicagoana, legata a determinati modelli post-rock, che proprio allora cominciava a definirsi parallelamente alla scena della non lontanissima Louisville nel Kentucky. Un disco tanto
minore all'interno della storia del rock degli anni 90 quanto fondamentale per la costruzione di quel piccolo e (felicemente) oscuro mito che è il cosiddetto "Midwestern Emo".

(20/10/09)