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mEMOry time: retrospettive | #6
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| anno di formazione e
originaria provenienza 1998 - Urbana, Illinois (USA) |
contatti ufficiali http://www.polyvinylrecords.com/ |
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| formazione Mike Kinsella - voce/basso/chitarra Steve Holmes - chitarra Steve Lamos - batteria/tromba |
discografia album 1999 - "S/T" - Polyvinyl (recensione) singoli, split, ep, altro 1998 - "S/T" - Polyvinyl |
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breve
biografia Negli American Football Mike, che inizia la propria carriera come batterista (vedi la militanza nei seminali Cap'n Jazz), cantava e suonava il basso; il combo era completato dal chitarrista Steve Holmes e dal batterista Steve Lamos, addetto anche alla tromba, elemento tanto distintivo quanto usato con estrema parsimonia. L'esordio discografico è dello stesso anno di fondazione del gruppo, e si tratta di un ep omonimo su Polyvinyl contenente tre pezzi scritti e registrati per il precedente progetto. L'album, sempre self titled, arriva l'anno dopo e segna il punto più alto della parabola American Football, ma contemporaneamente anche la sua fine: il terzetto, infatti, nei mesi successivi all'uscita del full lenght riduce al minimo indispensabile le proprie apparizioni live e, prevedibilmente, annuncia con i crismi dell'ufficialità l'epilogo. Esperienza breve ma intensissima quella degli American Football, in grado di segnare profondamente l'evoluzione del genere arricchendolo di elementi mutuati dal jazz, dal post-rock, dal math e dallo slowcore. (aob - 30/8/04) |
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List:
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Spesso i gruppi fondamentali dell'emo hanno fatto pochi dischi, e poi si sono sciolti. E' uno dei cliché di questo genere che - volendo - di cliché ne ha tanti, anche se sinceramente non di più di tanti altri generi. Ci si potrebbe aprire una discussione infinita sopra, cercarne la cause razionali, appellarsi a qualche particolare scienza, ma tant'è: un gruppo emo che si rispetti il più delle volte non butta fuori più di due o tre dischi e poi dice basta. Ritirandosi definitivamente, rinascendo sotto altra forma, o confluendo in altre, innumerevoli, formazioni: la "storia" (con la "s" rigorosamente in lower case), parla chiaro.Gli American Football hanno fatto anche di più: hanno pubblicato un solo album - se non si conta il mini di debutto - e poi hanno messo il punto. Però, pur risparmiandosi così tanto nella quantità, sono stati in grado di plasmare al primo colpo uno stile unico, e per questo poi frequentemente inseguito e imitato, realizzando uno dei dischi basilari della grammatica emotiva. Punto di riferimento e di arrivo di un non-genere che i fratelli Kinsella hanno sostenuto e definito e ri-definito più e più volte in anni di sommessa attività in miriadi di progetti diversi - tra cui ricordiamo Cap'n Jazz, Joan Of Arc e i più recenti Owls - "American Football" è anche la vetta artistica più alta toccata dal più piccolo dei due, Mike. Che pure si è ripetuto a grandi livelli con Owen, ormai sinonimo universale di emo acustico. Era la fine dell'estate del 1999 quando Polyvinyl dava finalmente seguito ai tre brani del dischetto licenziato l'anno prima con un ellepì di nove sublimi tracce, incise con Brendan Gamble (già al fianco dei Braid), abili a fondere magistralmente le atmosfere magicamente evocative e piene di dolce pathos tipiche del migliore emo-rock di stampo originario (pensiamo a Sunny Day Real Estate, Mineral, Texas Is The Reason) a soluzioni stilistiche eleganti e mai scontate. Gli arpeggi dilatati e delicatamente ossessivi, l'importante lavoro delle chitarre, i vocals quasi eterei, i lampi improvvisi della trasognata tromba o di un piano Wurlizter (in The one with the Wurlitzer, appunto), l'eccezionale drumming d'incontestabile estrazione jazz/math-rock, molto tecnico ma mai avulso dal contesto, che non si fa pregare quando c'è da utilizzare tempi dispari capaci di donare maggiore varietà al prodotto finale. E, non certo ultima, un'ispirazione prodigiosa a stimolare le teste del trio Kinsella-Holmes-Lamos e a guidarne sapientemente gli arti. Tutto ciò concorre a fare di "American Football" uno di quei pochi dischi davvero imprescindibili: sinceramente, senza il minimo dubbio, uno dei più belli che possiedo. E, credetemi, non ne ho pochi. P.S.: Polyvynil Records ha appena annunciato di aver dato alle stampe la versione in vinile di questo album. L'acquisto è praticabile solo on-line dal sito dell'etichetta statunitense: pensateci seriamente. (aob - 30/8/04) |
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