
Dinosaur
Jr.
5/8/2005
- "Frequenze Disturbate", Urbino
Cinque Agosto
Duemilacinque. Notte di stelle ad Urbino. La
caratteristica cittadina marchigiana si era risvegliata
nel primo pomeriggio meta di una pacifica invasione di
giovani e non, tutti garbatamente allo sbaraglio nell'attesa
dell'evento notturno. L'evento è rappresentato dall'unica
data italiana dello show dei riformati Dinosaur
Jr.! |
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Nella
affascinante cornice medievale dell'abbazia Albornoz,
alle ore 19 lo spettacolo inizia con questa scaletta: |
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I tre moschettieri snocciolano quasi tutto "You're Living All Over Me" e sono brividi per tutti i gusti: i rallentamenti e le accelerazioni fragorose di "Sludgefeast", la batteria impazzita di Murph in "The Lung", il vagito schitarroso di "Little Fury Things", la melodia di "Raisans". La voce di Mascis è la solita pigra e strascicata ma che dal vivo diventa meno paranoica e molto più incazzosa, mentre la chitarra è una magica altalena emozionale. A volte distorto e zozzissimo, a volte ultramelodico e pulitissimo, tecnicamente Joseph passa dal punk/lo-fi all'hardcore/metal e con i meravigliosi pedali vecchio stampo che si ritrova, arricchisce i fraseggi con tutti gli effetti possibili: chorus, flanger, delay, wah-wah... |
Murph è un treno-mietitrebbia senza freni! Picchia come un indemoniato su quella batteria tanto da costringere i tecnici a salire ogni dieci minuti sul palco per sistemare i microfoni sullo strumento che puntualmente saltano via! Ancora Barlow, con il suo modo di suonare da professore schizoide, ci tiene a dedicarci una memorabile esecuzione di "Forget the Swan" tratta dal primo disco che "forse non tutti conoscono". Ma che merita di essere ricordata. Lo show continua con qualche pezzo pogabile contenuto in "Bug" come "They Always Come", "Let it Ride" e "Budge" per poi arrivare alla stupenda cover dei Cure "Just Like Heaven" dove Barlow sputa fuori tutta la cattiveria intestinale per urlare quello "Youuuuuuuu!" da stordimento primordiale. Neanche il tempo di applaudire e Mascis frega tutti attaccando con i tre accordi malefici di "Freak Scene". È l'apoteosi! Bella serata e bella gente. il pogo è moderato e si può tranquillamente sorseggiare un bicchiere di birra anche nelle prime file. Sono circondato da una flotta ben educata di pseudo-alternativoni calzanti Converse All-Star che indossano magliette nuove-nuove belle stirate di Sonic Youth, Pixies, Hüsker Dü, Nirvana. E c'è un tizio che azzarda addirittura una t-shirt dei Dream Theater: no, non è che ha sbagliato concerto, è solo che non ha capito niente della vita. |
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Mentre
canticchio quelle melodie che sembrano incollate nella
mia memoria come la carta delle caramelle, mi accorgo con
mia sorpresa che almeno un buon 40% del pubblico ha più
di trentacinque anni! Ipotizzo che quegli "adulti"
siano venuti qui per accompagnare i loro figli. Ma all'improvviso
incrocio lo sguardo spiritato di un insospettabile
giacchettato quarantenne che esclama: "Questi qua
erano grunge prima ancora che il grunge fosse inventato!". |
| (a cura di Rocco Triventi) |